Trans costrette a pagare il pizzo
per prostituirsi, 4 arresti a Caserta

  • 13/11/2017 11:57:45
  • CRONACA

Caserta - Al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere i carabinieri di Caserta tra il capoluogo e le città di San Nicola la Strada e Marcianise hanno arrestato quattro persone (tutte ai domiciliari) ed imposto il divieto di dimora nella provincia di Caserta per altri due indagati. I soggetti in questione sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di minaccia, rapina, estorsione favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, reati commessi nella città di Caserta.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore Daniela Pannone, sono partite dopo la denuncia presentata il 17 settembre scorso ai carabinieri da una transessuale che era solita prostituirsi nella zona di via Vivaldi, alle spalle della stazione ferroviaria di Caserta. Appena dopo aver iniziato la sua attività la trans, come raccontato ai carabinieri, era stata avvicinata da un’autovettura con a bordo due uomini, i trentunenni Giuseppe Maria e Michele Zampella, che l'avevano minacciata con un rasoio e poi costretta a pagare loro la somma di 20 euro al giorno se avesse voluto continuare a prostituirsi in quella zona. Tutto era andato per il verso giusto fino a quando la denunciante non ha potuto più versare la somma richiesta: a quel punto i due uomini l'hanno minacciata di morte fino a costringerla ad abbandonare la zona.

Da ulteriori indagini svolte dai militari dell’Arma sono poi emersi numerosi episodi di violenza, in particolare una rapina avvenuta il 16 settembre 2017 ai danni di un’altra trans che era solita prostituirsi in via della Libertà: Giuseppe Maria l’ha aggredita e, quando la trans ha detto di non poter pagare, le ha strappato via la borsa.

I carabinieri sono poi riusciti a dimostrare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale che imponeva il pagamento del “pizzo” giornaliero alle trans che si prostituivano nell’area compresa tra la stazione e il primo tratto di viale Carlo III. Indagata anche un’altra trans, Thiago Oliveira De Freitas più nota come “Bianca”, già agli arresti domiciliari per un altro procedimento. Secondo le transessuali vittime di sfruttamento a capo di questa organizzazione ci sarebbe stata proprio Bianca.

(Claudio Senese)

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