Nozze alla Reggia di Caserta,
è giallo sui permessi. Dura reazione dal Comune

  • 10/01/2018 08:45:52
  • ATTUALITA

Caserta - La telenovela relativa alla festa di matrimonio che si è svolta venerdì scorso alla Reggia di Caserta si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo. L’ultimo giallo è quello sulle autorizzazioni rilasciate dal comune di Caserta (su richiesta scritta di Maurizio Gemma, direttore della Film Commission, una società che fa capo alla Regione e che si occupa di cinema) per il transito e la sosta di mezzi proprio davanti all’ingresso del monumento patrimonio dell’Unesco: permessi che però l’amministrazione aveva concesso nella convinzione che si trattasse di un evento di moda e non, come poi si è scoperto, di un matrimonio.

A questo punto l’amministrazione comunale potrebbe portare, già nei prossimi giorni, la questione in altre sedi facendo arrivare alla Procura della Repubblica tutta la documentazione relativa al caso matrimonio alla Reggia. “Il comandante della polizia municipale Luigi De Simone” si legge in una nota diffusa da palazzo Castropignano “in qualità di autorità di Polizia Giudiziaria, redigerà una relazione e la trasmetterà all’Ufficio Legale del Comune, che dovrà valutare i possibili danni di immagine subiti dall’Amministrazione. Contestualmente, non è esclusa l’eventualità che l’intera documentazione relativa all’evento del 5 gennaio possa essere inviata all’Autorità Giudiziaria competente”.

Nella nota inoltre vengono spiegati tutti i dettagli che hanno portato la polizia municipale e l’amministrazione, beffati dalla comunicazione ingannevole, a concedere le autorizzazioni: “Il Comune di Caserta intende precisare che l’Ente era stato destinatario di richieste di transito di mezzi in vista di un evento di moda. Per tali ragioni ha autorizzato il transito, il parcheggio e il carico e scarico merci in viale Douhet solo ed esclusivamente ai veicoli a servizio della manifestazione programmata per quella sera. Tutto ciò in quanto non era possibile raggiungere la Reggia da via Gasparri, visto che in piazza Gramsci era in programma la manifestazione Chocolate Days”.

Poi la precisazione sul fatto che chi ha accolto le richieste ovviamente non sapeva che a transitare e sostare davanti alla Reggia sarebbero stati i veicoli (ben sessanta tra auto e minivan) che accompagnavano gli ospiti del matrimonio: “Non è stata, dunque, rilasciata alcuna autorizzazione per il trasporto privato di persone dinanzi alla Reggia. La sosta in viale Douhet è stata concessa, come già avvenuto per altri tipi di manifestazioni utili alla promozione del grande patrimonio culturale costituito dalla Reggia e dell’intero territorio, al fine di garantire un adeguato supporto alla buona riuscita dell’evento. Tutto è stato fatto nella convinzione che si trattasse realmente di uno spettacolo di moda e non certo di un matrimonio”.

Polemiche che, quando ormai sono trascorsi cinque giorni dall’evento, continuano a rincorrersi e a far rumore, tanto che la notizia del matrimonio alla Reggia è finita su uno dei più autorevoli giornali britannici, il Telegraph, e ha scatenato la condanna del noto storico dell’arte Tomaso Montanari.

(Manuel Zeno)

News correlate