Il 10% degli incassi della Reggia alla città di Caserta? Rivolta sui social contro il sindaco Carlo Marino

E’ guerra aperta tra la città di Caserta e il suo primo cittadino. E ieri è bastato il commento positivo che il sindaco Carlo Marino ha espresso sulla proposta di legge depositata alla Camera da Piero De Luca, indirizzata a devolvere ai Comuni ospitanti il 10 per cento degli incassi provenienti dagli ingressi turistici nell’Area Archeologica di Pompei, nel Circuito Museale Complesso Vanvitelliano – Reggia di Caserta e nel Parco Archeologico di Paestum, per scatenare d’indignazione da parte di quanti quotidianamente segnalano e fotografano una città da terzo mondo.

E non è piaciuto affatto il commento del sindaco che, proprio sui social, ha sottolineato: “Una iniziativa che legge bene le attuali problematiche dei Comuni che ospitano siti monumentali interessati da flussi turistici prevalentemente giornalieri e quindi punta ad assicurare alle amministrazioni comunali maggiori risorse da destinare all’erogazione di servizi essenziali  nelle aree circostanti i beni monumentali (ordine e sicurezza pubblica, illuminazione, verde pubblico, pulizia, etc.), nonché contribuire a programmare idonei interventi infrastrutturali di riqualificazione e per favorire la ricettività, l’accoglienza e l’ospitalità delle intere aree comunali coinvolte”.

Perché se in tutto il mondo i monumenti che attraggono turisti diventano motori colossali di un’economia radiale che non ammette deroghe, a Caserta la qualifica di “città turistica” non ha mai sortito effetti.

E mentre la Reggia, tra i monumenti più estesi e complessi d’Italia, continua ad arrancare tra introiti e spese di manutenzione ordinaria e straordinaria nonostante l’autonomia ottenuta, la città si trincera dietro il secondo dissesto finanziario dichiarato in pochi anni senza riconoscere che tale debacle sia la conseguenza e non la causa di un indotto turistico mai avviato.

E fioccano sui social immagini di degrado diffuso che non fa distinzioni tra centro e periferie, e commenti feroci a lavori fatti male seppure a costo di grossi sacrifici economici per la comunità.

Strade appena riasfaltate che già cedono, potature rovinose di alberi, villette pubbliche affidate alla manutenzione dei cittadini e nuove realizzazioni di spazi attrezzati che, come la villetta di Tredici, dimostrano lo sciattume progettuale di chi ha immaginato una uscita pedonale in piena curva di un incrocio stradale cieco.

Lo stesso può dirsi per gli scivoli dedicati ai disabili e che, anche lì dove miracolosamente esistono, immettono su incroci stradali lontano dalle strisce pedonali.

E mentre l’amministrazione comunale guarda alla Reggia come possibile benefattrice del 10% dei suoi incassi, nulla dichiara sui mancati incassi che pure potrebbe ottenere da una gestione più attenta, accurata e degna dei due colossi di prestigio che nulla hanno da invidiare alla Reggia, ossia Belvedere di San Leucio e Casertavecchia.

Difficile immaginare anche un minimo collegamento tra i tre siti d’arte cittadini, figuriamoci aver potuto anche minimamente sperare che la spallata all’anima turistica della città arrivasse grazie alle Universiadi 2019, evento che ovunque in Campania ha lasciato strascichi positivi ma che per Caserta è stato solo l’ennesima occasione persa in termini di presenze registrate e migliorie apportate alla città e alle sue casse.

 

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