Dopo 100 anni trasferita la storica Farmacia Pizzuti a via San Carlo: “Un centro storico senza identità”

da sinistra a destra i dottori Francesco Gorirossi e Lucio Pizzuti

La Farmacia Pizzuti per oltre 100 anni ha alzato la saracinesca ogni giorno in Via San Carlo 14, a Caserta, ma dal 10 ottobre di questo anno ha chiuso i battenti e si è traferita in via Ricciardi al numero 24. Nulla di sensazionale se non fosse per il fatto che ha chiuso la più antica farmacia di Terra di Lavoro, un’attività che dava lustro e storia ad un centro storico la cui identità, a quanto pare, è ormai quella della ristorazione.

La famiglia Pizzuti “porta avanti la tradizione delle arti sanitarie” e il nome della farmacia casertana dal lontano 1796 quando l’attività era in Piazza Redentore. Da antichi documenti risulta che la prima persona della famiglia Pizzuti che intraprese lo studio e la carriera nelle arti sanitarie fu Domenico che nel 1664 conseguì il titolo di Magnifico dottor Fisico presso la Scuola Medica Salernitana nel 1687.

La nostra storia è la storia della città – ci racconta il dottor Lucio Pizzuti, attuale titolare insieme al suo socio il dottor Francesco Gorirossi e noto in città anche per la sua attività umanitaria, in particolare al fianco dell’associazione L’Angelo degli Ultimi, guidata da Antonietta D’Albenzio, a cui tante volte ha dato una mano e donato la propria disponibilità – la nostra è la farmacia più antica di Terra di Lavoro, nata da un personale privilegio concesso dal Re Ferdinando IV di Borbone nel 1796 in occasione del suo ingresso in Palazzo Reale.

Lasciare via San Carlo è stato un sentiment maturato nel corso degli anni, durante quasi 15 anni di vita da Ztl. Dapprima solo un pensiero poi una decisione sempre un pò più ferma ad ogni allagamento della strada, ad ogni persona che cadeva su di una pavimentazione assurda, ad ogni multa presa dalle auto che dovevano raggiungerci. Una decisione presa per sfinimento al punto che oggi non abbiamo nemmeno più il rammarico della separazione“.

Portiamo con noi parte dell’arredo storico – ci spiega ancora – i vasi che contenevano i medicamenti e i rimedi, e all’interno dei quali venivano allevate le sanguisughe utilizzate dai cerusici per i salassi. Abbiamo ancora le ricette, la vetreria, la bilancia, piano piano porteremo tutto nel locale nuovo per mantenere quel filo conduttore tra storia e contemporaneità, tradizione e  futuro“.

L’esercizio commerciale è stato intanto già venduto ed è ora di proprietà di una società che, con molta probabilità, ne farà un nuovo locale di ristorazione, dedicato ai piatti pronti e da portare.

Non mi meraviglierebbe – continua il dottor Pizzuti – via San Carlo ha ormai una identità molto precisa, si alternano bar e localini e non è male. Peccato che il centro storico sia assolutamente abbandonato. L’appello che farei all’amministrazione è quello di trasformare la ZTL a Caserta sul modello dell’Outlet.

Non c’è da scandalizzarsi, pensate che bello, fontane, panchine, una pavimentazione perfetta; la gente ritornerebbe per il richiamo alla bellezza, alla comodità, alla pulizia, un luogo a misura di pedone come in tante altre zone anche della nostra Campania. L’outlet diventerebbe modello per un centro storico rivalutato“.