Il 15 aprile 1452 nasceva il Genio: la vita straordinaria di Leonardo da Vinci, patrimonio dell’Umanità

Il 15 aprile 1452 nasceva il Genio: la vita straordinaria di Leonardo da Vinci, patrimonio dell'Umanità

Il 15 aprile 1452 nasceva Leonardo, il paradigma del genio italico. Mostre, libri, film, fiction, hanno raccontato l’uomo, il  pittore, architetto, scienziato che ha personificato il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative sia la storia del pensiero e della scienza.

Icona della più alta espressione mai raggiunta dell’Umanità, Leonardo ha sempre alimentato dibattiti, spesso polemiche, mirate a delineare degnamente un genio inarrivabile a confronto del quale ogni approccio appare insufficiente.

E nei giorni in cui impazza la polemica che ha travolto la fiction messa in onda da Rai 1 sulla vita di Leonardo, frutto di una produzione che ha coinvolto tre grandi broadcaster pubblici ossia Rai, France Télévision e ZDF, nella giornata che celebra la nascita del genio, proviamo a tracciarne la vita straordinaria attraverso poche ma significative date.

Leonardo nasce 15 aprile 1452 ad Anchiano, vicino a Vinci (in provincia di Firenze). Figlio naturale del notaio ser Piero e di una giovane contadina, Leonardo passa l’infanzia e la prima adolescenza tra Anchiano e Vinci. Vive nella casa del padre, che nel frattempo si è sposato con Albiera degli Amadori.

Nel 1466, dopo la morte di Albiera si trasferisce a Firenze con il padre.

Nel 1469 entra nella bottega di Andrea del Verrocchio, frequentata da illustri artisti e giovani talenti, dove impara a disegnare, a dipingere e a scolpire sotto la guida del suo maestro.

Nel 1471 partecipa al completamento di un angelo nel dipinto rappresentante il Battesimo di Cristo realizzato nella bottega del maestro Verrocchio.

Nel 1472 risulta iscritto alla compagnia dei pittori di Firenze o Compagnia di San Luca. È a partire da questa data che si collocano le sue prime opere autonome.

Nel 1476 Leonardo, insieme ad alcuni allievi del Verrocchio è accusato di sodomia. Verranno tutti dichiarati innocenti.

Nel 1478 Leonardo riceve le prime commissioni e i primi compensi: la pala dell’altare della cappella nel Palazzo della Signoria e dell’altare di Palazzo Vecchio.

Nel 1481 riceve un altro incarico: i frati della chiesa di San Donato a Scopeto, nei pressi di Firenze, gli chiedono di dipingere una pala d’altare per il loro convento. Leonardo comincia a lavorare all’Adorazione dei Magi, che non porterà mai a termine.

Nel 1482 lascia Firenze per mettersi al servizio di Ludovico Sforza, detto il Moro, signore di Milano, al quale indirizza una celebre lettera dove elenca i suoi “segreti” tecnologici. In essa offre al Moro i suoi servigi come ingegnerearchitettoscultorepittore e anche musico. A Milano Leonardo trascorre poi circa vent’anni durante i quali dipinge, disegna, progetta edifici e opere d’ingegneria.

Nel 1483 stipula il contratto per la realizzazione della Vergine delle rocce coi frati dell’Immacolata Concezione.

Nel 1485 il re di Ungheria Mattia Corvino commissiona a Leonardo una Natività.

Nel 1489 comincia a lavorare al monumento equestre voluto da Ludovico per celebrare Francesco Sforza, suo padre. La statua, che doveva essere alta più di 7 metri per un peso di circa 650 quintali, non fu mai portata a termine. Leonardo realizzò le forme di fusione e il colossale modello di terra, che sarà poi distrutto dai balestrieri francesi durante l’occupazione di Milano nel 1499.

Nel 1490 esegue il ritratto di Cecilia Gallerani, conosciuto con il nome di Dama con l’ermellino. Inizia ad applicarsi a vari campi della tecnologia e della scienza come l’idraulica e l’anatomia ed è regista di numerose feste di corte.

Nel 1495 inizia a dipingere il Cenacolo, nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie. I lavori dureranno tre anni. Decora inoltre la Sala delle Asse al Castello Sforzesco di Milano.

Nel 1496 collabora con l’amico Luca Pacioli, realizzando i disegni dei solidi tridimensionali per il trattato di geometria De Divina Proportione.

Nel 1498 Leonardo scrive il libro sulla pittura ed è impegnato nello studio di forze e pesi. Partecipa al “duello lodevole e scientifico” presieduto da Ludovico il Moro e riceve una vigna dal Duca.

Nel 1499 lascia Milano in compagnia di Luca Pacioli qualche mese dopo l’occupazione della città da parte delle truppe francesi.

Nel 1500 dopo essersi fermato a Mantova e Venezia (dove progetta un piano di difesa contro l’invasione turca), rientra a Firenze e alloggia presso il convento dei Serviti alla Santissima Annunziata.

Nel 1502 per alcuni mesi è al seguito di Cesare Borgia che, impegnato in alcune operazioni militari in Romagna, richiede la sua consulenza come ingegnere militare.

Nel 1503 a Firenze inizia a lavorare alla Gioconda. La Signoria lo incarica di realizzare l’affresco della Battaglia di Anghiari, ma il dipinto, eseguito con tecniche di pittura sperimentali, non si conserva a lungo. In questo stesso anno riprende gli studi sul volo e sull’anatomia.

Nel 1504 muore il padre Piero, all’età di ottant’anni. Continua a lavorare alla Battaglia di Anghiari e realizza il progetto di canalizzazione dell’Arno.

Nel 1505 scrive il Codice del Volo, dove progetta una incredibile macchina volante.

Nel 1506 torna per un soggiorno di tre mesi a Milano su insistenza del governatore francese Carlo d’Amboise. Viene nominato ingegnere pittore del re Luigi XII.

Nel 1507 il Re di Francia Luigi XII vuole Leonardo al suo servizio e parla di lui come “nostro caro e beneamato Leonardo da Vinci, nostro pittore e ingegnere abituale”.

Nel 1508 si trasferisce nuovamente a Milano al servizio dei francesi.

Nel 1510 lavora con Marcantonio della Torre, professore di anatomia. Alcuni disegni anatomici della collezione Winsdor riportano questa data.

Il 24 settembre del 1513 si trasferisce a Roma e alloggia in Vaticano, al servizio di Giuliano dei Medici, fratello di Leone X. Continua a dipingere e studiare. Esegue il progetto del Porto di Civitavecchia.

Nel 1516 si trasferisce in Francia su invito del nuovo re di Francia Francesco I e alloggia nel maniero di Cloux, nei pressi del castello reale di Amboise.

Il 23 aprile 1519 redige il testamento designando il suo discepolo Francesco Melzi come erede di tutti i suoi manoscritti e strumenti; mentre lascia i dipinti (fra cui la Gioconda, il San Gerolamo e la Sant’Anna) che si trovavano ancora nel suo studio, all’altro discepolo, Salaì.

Morirà il 2 maggio
 1519 e verrà sepolto nella città di Amboise, nel chiostro della chiesa di San Fiorentino. Dei suoi resti (che sarebbero stati poi spostati nella cappella di Saint Hubert all’interno el castello) non vi è in realtà più traccia a causa delle profanazioni delle tombe avvenute nelle guerre di religione del XVI secolo.