Il 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Lasciate che i bambini siano felici a modo loro, non esiste modo migliore. (Dr. Johnson)

Sono passati ben trentuno anni dalla convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; è stata adottata nel 1989, e ratificata dallo stato Italiano il 27 maggio 1991.

Unitamente all’adozione della suddetta convenzione ONU, si celebra anche la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (World Children’s Day ), poiché è grazie all’adozione ed alla ratifica di questo documento che in quasi tutti i Paesi del mondo i bambini non solo godono dei diritti fondamentali, ma sono protetti e tutelati.

Sicuramente uno dei diritti essenziali per un bambino è quello di poter andare a scuola. Come affermato dal MIUR (Ministero dell’istruzione): L’istruzione è quel passaggio che rende concreta l’eguaglianza tra le persone, permette a ciascuno di fare scelte consapevoli e di costruire un’esistenza dignitosa. E dunque lo stato Italiano garantisce a tutti i bambini e i ragazzi di età inferiore ai 18 anni – italiani e stranieri -l’istruzione. Del resto una indicazione simile ci è stata fornita anche dai padri costituenti, i quali, attraverso l’articolo 34 della costituzione Italiana sancirono che: La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita…”.

Tuttavia nell’ultimo periodo, a causa della pandemia da COVID-19, sempre più spesso i diritti dei bambini di tutto il mondo sono stati messi da parte. Il virus sta effettivamente minando il futuro dei bambini, mettendo in difficoltà soprattutto quelle famiglie che stanno già affrontano problemi relativi alla propria sopravvivenza, e che dunque non possono occuparsi direttamente dell’istruzione dei propri figli.

Il numero totale di bambini che vive sotto la soglia di povertà potrebbe superare i 700 milioni entro la fine dell’anno corrente. Molte famiglie, infatti, sono state travolte dalle perdite economiche legate alla pandemia e arrivano a non potersi permettere persino i beni di prima necessità.

È dunque necessario aggiungere che l’accesso all’istruzione è sempre più posto in secondo piano, e ciò spesso comporta la negazione di uno dei diritti fondamentale dei bambini.

Anche in Italia potrebbe accadere un qualcosa di simile: la povertà aumenta e la mancanza di adeguate opportunità educative minaccia le fondamenta del nostro Paese. Molti giovanissimi rischiano di abbandonare l’istituzione scolastica a causa dei costi insostenibili e dedicarsi ad attività lavorative improvvisate, con lo scopo di aiutare le proprie famiglie.

Inoltre si ritiene che la nascita della scuola in via telematica abbia non solo allontanato i ragazzi da quest’ultima, ma abbia provocato la comparsa di molteplici problematiche psicologiche legate alla lontananza da un luogo che, con il passare del tempo, si trasforma in una seconda casa; alla separazione fisica dai compagni di scuola; ed infine alla mancanza della routine quotidiana.

Speriamo che tutti i disturbi che si stanno manifestando, possano al più presto esaurirsi, soprattutto con il ritorno, in sicurezza, in presenza di tutti i gradi scolastici.