L’Arma dei Carabinieri ha celebrato i 210 anni dalla fondazione. 1.500 i militari tra Caserta e provincia

L’Arma dei Carabinieri celebra i 210 anni dalla fondazione. 1.500 i militari impegnati tra Caserta e provincia
L'apertura della cerimonia con i carabinieri schierati e la Fanfara
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Nell’anno trascorso i carabinieri si sono fatti carico di perseguire oltre l’88% di tutti i reati denunciati in provincia, scoprendone il 72 %

Mercoledì 5 giugno si è tenuta la celebrazione del 210’ anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia in piazza Carlo di Borbone, nella splendida cornice del complesso vanvitelliano, aperta al pubblico.

L’evento è stato inaugurato dal colonnello Manuel Scarso, comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, alla presenza delle autorità locali, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto, a Caserta, dal Prefetto Giuseppe Castaldo, il Questore, Andrea Grassi, il Comandante Provinciale della Gdf, Col. Nicola Sportelli, nonché la Medaglia d’Oro al Valore Militare, Tenente Colonello GianFranco Paglia.

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Presente anche il Sindaco di Caserta Carlo Marino: “La scelta di questa significativa location testimonia il profondo legame tra l’Arma dei Carabinieri e la città di Caserta – ha detto il primo cittadino – Il colonnello Manuel Scarso, comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, ha inaugurato la cerimonia, sottolineando il legame profondo tra l’Arma e la nostra comunità.

Desidero esprimere, con un sentimento di immensa gratitudine e ammirazione, il mio profondo apprezzamento per l’eccezionale contributo che i Carabinieri offrono ogni giorno alla sicurezza e al benessere del nostro territorio. La loro presenza tra noi è un pilastro di stabilità e sicurezza, vitale per il continuo progresso sociale della città di Caserta.

Il coraggio, l’abnegazione e il sacrificio con cui i nostri Carabinieri affrontano quotidianamente le sfide della loro missione sono fonte di profondo orgoglio e riconoscenza. La loro presenza è una fonte continua di ispirazione per tutti noi. Grazie, Carabinieri, per tutto quello che fate”, ha concluso Marino.

Ii seguito il discorso del colonnello Manuel Scarso

Autorità, gentili ospiti, è con emozione sincera ed orgoglio che celebro la ricorrenza del 210° Annuale di Fondazione dell’Arma. Ma è soprattutto a nome dei Carabinieri della provincia di Caserta che vi rivolgo il mio ringraziamento per la partecipazione a questa cerimonia, a cui ognuno di voi conferisce solennità e prestigio, testimoniando, ancora una volta, l’affetto e la vicinanza che ci riservate quotidianamente.

Ho scorto in questa piazza la presenza, tra le altre, di rappresentati del mondo dell’economia, del lavoro, dell’associazionismo, della cultura, dell’istruzione e della stampa, il vostro essere con noi è un piacere che ci restituisce orgoglio e responsabilità. Vorrei salutarvi e ringraziarvi, menzionandovi uno ad uno, ma il tempo a disposizione non me lo consentirebbe e poi potrei cadere nell’errore, imperdonabile, di dimenticare qualcuno. Mi avvalgo allora dell’anglosassone consuetudine che mi vede assolto dall’incombenza, salutando – per tutti – le più alte cariche istituzionali.

Ricorre oggi la fondazione dei Carabinieri che risale alle Regie Patenti del 1814, istitutive del “Corpo dei Carabinieri Reali”, la cui ragione venne individuata nella volontà di contribuire – recita testualmente il documento – “alla maggiore felicità dello Stato, che non può andare disgiunta dalla protezione e difesa de’ buoni”.

A rileggere queste parole, appare evidente la lungimiranza di quell’approccio che, di fatto, anticipa le più moderne concezioni del diritto alla sicurezza come diritto di libertà, senza il quale – cioè – gli altri diritti sarebbero destinati a restare mera enunciazione teorica.
Sin dalla sua fondazione, quando l’Italia era ancora un’aspirazione, i Carabinieri sono divenuti un punto di riferimento per la comunità, affermando, ovunque, i principi di legalità e contrastando ogni forma di criminalità.

Nel corso degli anni, l’Arma ha costantemente intrecciato la sua storia con quella del Paese, in un percorso virtuoso fatto di impegno e rinnovamento, sempre al servizio delle Istituzioni, cogliendo con lungimiranza e attenzione i bisogni dei cittadini, con i quali, ha saldato un forte legame sentimentale perfettamente sintetizzato nell’appellativo di “Benemerita”, utilizzato la prima volta in una relazione parlamentare del 1864, e divenuto – poi – il modo riconoscente con cui gli italiani si riferiscono all’Arma dei Carabinieri.

Una storia che prosegue fino ai nostri giorni, e che unisce in un unico afflato i Carabinieri di ieri e di oggi, nel solco di quei Valori per i quali molti, ahimè troppi, militari dell’Arma hanno macchiato con il loro sangue anche le strade di questa magnifica terra di lavoro. Ai loro orfani, alle vedove e ai famigliari – molti dei quali oggi presenti – i quali devono convivere con l’incolmabile mancanza, rivolgo il mio abbraccio e, per mio tramite, quello dell’intera Istituzione, che mai smetterà di stare loro vicino.

Non è certamente sfuggito ai più la scelta di celebrare questa importante ricorrenza nella suggestiva piazza di Carlo di Borbone, che ha come magnifico sfondo la Reggia di Caserta, realizzata dall’architetto Luigi Vanvitelli e del quale, si sono appena concluse le celebrazioni per i 250 anni dalla sua morte. Un omaggio a questa Città e all’intera provincia, in cui i Carabinieri si sono insediati ancor prima dell’Unione d’Italia, nel 1860, contribuendo, nel susseguirsi di generazioni, a scrivere pagine importanti di storia al fianco dei cittadini onesti.

A riprova di questo continuo passaggio di testimone e impegno, sono oggi presenti le Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali della provincia, che saluto con riverenza e affetto.

L’evoluzione dell’Arma ha avuto sempre un punto fermo, l’orgoglio di essere una forza militare. Siamo fieri del nostro essere e la presenza oggi dei comandanti dei reparti delle altre forze armate di stanza in provincia è testimonianza concreta del saldo rapporto che ci unisce nel condiviso obiettivo della difesa del Paese. Saluto per tutti, ringraziandolo dell’onore che ci fornisce con la sua presenza, la Medaglia d’Oro al Valore Militare, Tenente Colonello GianFranco Paglia.

Il Gruppo Carabinieri distaccato di Aversa, le 60 Stazioni, i 10 comandi intermedi e la neo istituita Tenenza di Castelvolturno, capillarmente dislocati sul territorio, si confermano presidi essenziali dell’organizzazione, e sono un saldo punto di riferimento per i cittadini dei 104 comuni. Nell’anno trascorso, si sono fatti carico di perseguire oltre l’88% di tutti i reati denunciati in provincia, scoprendone il 72 %.

Dati che restituiscono il senso di un impegno intensissimo, svolto in stretta sinergia con la magistratura, con la quale condividiamo l’obiettivo repressivo della criminalità, da quella più complessa e articolata che coinvolge il crimine organizzato, a quella che, con termini che in realtà non ne connotano l’effettiva gravità, viene definita criminalità comune o microcriminalità. Fenomeni di devianza che hanno fortemente condizionato, per decenni, lo sviluppo e la qualità di vita di molti territori di questa provincia, infangandone storia e dignità.

Colgo l’occasione della presenza dei vertici e loro delegati delle procure di Napoli, Napoli Nord e Santa Maria Capua Vetere, per salutarli e sottolineare il rapporto costante e di leale collaborazione su cui si impernia il lavoro della magistratura requirente e dei nostri ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, in una costante comunione di obiettivi e intenti, che parafrasando, e mi scuso dell’irriverenza che tale non vuole essere, le parole di Don Peppe Diana, il quale trent’anni fa perdeva la vita proprio in questa provincia per mano della Camorra, possiamo sintetizzare nel motto: “per amore del nostro popolo, non ci stancheremo di cercare la verità”.

Un rapporto analogo è quello instaurato con l’Autorità giudiziaria giudicante, sempre attenta e incisiva.

L’impegno quotidiano nel garantire la sicurezza delle comunità, non può prescindere però dalla prevenzione: “arrivare prima, garantire la nostra presenza a prescindere dalla commissione dei reati è il maggior successo del nostro agire”!

In tale quadro, l’operato dell’Arma si inserisce in quel modello di coordinamento, che da più di quarant’anni è la casa comune che accoglie l’impegno dei Prefetti e delle Forze di polizia, con risultati operativi di assoluto rilievo, e che, a livello locale, trova il suo culmine nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto, a Caserta, da S.E. il Prefetto Dott. Giuseppe Castaldo, che saluto con incondizionata stima e ringrazio per essere costante e sicuro punto di riferimento, nonché garante del più efficace coordinamento tra le Forze di polizia, oggi qui rappresentate dal Questore, Dott. Andrea Grassi e dal Comandante Provinciale della Gdf, Col. Nicola Sportelli.

Abbraccio virtualmente entrambi, rinnovando loro la mia sincera amicizia e un ringraziamento per la genuina, fattiva e sempre sincera collaborazione. Anche quest’anno non mi soffermo su numeri e dati operativi, che non sempre riescono a restituire l’effettiva realtà dei fenomeni. E non lo farò pur in presenza di dati rassicuranti. Le legittime istanze di sicurezza che provengono dal territorio, infatti, meritano risposte adeguate, anche in termini di percezione, al di là dei singoli dati.

Oggi la gente ha il diritto non solo di essere sicura, ma di sentirsi sicura. Questa è la consapevolezza dell’agire dei carabinieri qui schierati in rappresentanza dei quasi 1500, che ogni giorno, lontani dai riflettori, sono attori principali della sicurezza della nostra provincia.
Un impegno assolto con la consapevolezza di essere l’espressione più immediata della vicinanza dello Stato alle comunità, sommando capacità operative a umana sensibilità, per svolgere – anche e soprattutto – un’insostituibile funzione di rassicurazione sociale, che completa l’offerta di sicurezza in favore della popolazione.

Quella popolazione oggi qui rappresentata dai Parlamentari, dal Presidente del Consiglio regionale, da quello della Provincia e dai Sindaci, che saluto, tutti, con viva cordialità.
Nel quadro di rassicurazione sociale, i Carabinieri spesso diventano anche riferimento per ansie, preoccupazioni e disagi, e in tale ambito, lavoriamo senza risparmio di energie, anche, alle campagne informative.

Convinti che conoscere i pericoli restituisce maggiore sensazione di sicurezza.
Pertanto, informiamo costantemente dai rischi di reati vili che infrangono l’ambito familiare, dalle truffe agli anziani ai reati su minori.

Infine, vorrei sottolineare l’impegno particolare profuso a sostegno di un’altra categoria che non vorremmo più inserire tra le fasce deboli, per il patrimonio di ricchezza e di forza morale che esprime e della quale la nostra società è pervasa. Quello a sostegno di coloro, correttamente definite, “l’altra metà del cielo”. Le donne!

Repressione, prevenzione e rassicurazione sociale, queste le linee di azione del nostro agire che ci impegniamo a perseguire con autorevolezza, declinata nell’ambizione di migliorare noi stessi, rifulgendo da personalismi e con quel vivo entusiasmo che si alimenta dall’orgoglio che proviene dalla considerazione riservataci dai cittadini e dalla scelta di vita fatta.

Si, proprio dalla scelta di vita fatta, una decisione la cui importanza ci ha sottolineato, con grande orgoglio e forza di animo, l’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Matteo Pastore, padre di Francesco, un Maresciallo, che a soli 25 anni, insieme a un altro collega, Francesco Ferraro – appena 27enne – ha perso la vita, in servizio, in un tragico incidente avvenuto la notte dello scorso 7 aprile, a non molti chilometri da qui, a Campagna, in provincia di Salerno.

Ed è con il suo dire che voglio concludere questo intervento perché, mutuando le parole del Ministro della difesa, Guido Crosetto, rappresentano un modo di concepire il servizio che vale più di un corso di studi, in quanto spesso la tanto cercata verità si può trovare nelle parole delle persone semplici e genuine, come quelle dette da un Carabiniere, che senza fronzoli ci insegna la realtà e i valori.

Così, a poche ore dalla morte del figlio, si esprimeva l’Appuntato Pastore: “Francesco era orgoglioso di essere Carabiniere. L’aveva sognata sin da piccolo quell’uniforme. Gli ha permesso di realizzare il sogno della sua vita mettersi a servizio degli altri”.

Viva l’Arma dei Carabinieri!
Viva l’Italia!
Viva Caserta!

Il video di Anna Recchia