Il 22 aprile si celebra la Giornata Internazionale della Madre Terra

Giornata Internazionale della Madre Terra

Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa.

Così Carl Sagan commentava la famosa foto “Pale Blue Dot” scattata dalla sonda spaziale Voyager nel 1990. Il progetto Voyager prevedeva di spegnere le macchine fotografiche della navicella spaziale Voyager 1 per risparmiare energia; prima dello spegnimento, il team di missione ordinò alla sonda di scattare una serie di 60 immagini progettate per produrre quello che avrebbero poi definito un “Ritratto di famiglia del sistema solare”.

Il nostro Pianeta, ripreso da una distanza di 6 miliardi di chilometri, si mostra come un puntino sfocato perché la sua larghezza effettiva corrispondeva a meno di un pixel della fotocamera installata.

blue pale dot
La Terra vista dalla sonda spaziale Voyager

Talvolta il rispetto nei confronti del nostro “puntino blu”, per la sua particolare ospitalità, passa in secondo piano. Tante sono le problematiche che hanno afflitto il nostro pianeta, “malattie” di cui ci siamo accorti, e di cui siamo venuti a conoscenza, poiché saliti agli onori della cronaca, soltanto negli ultimi tempi: riscaldamento globale, acidificazione degli oceani e l’immenso esaurimento delle risorse.

Uno dei risultati più allarmanti di tutto ciò è un aumento significativo del tasso di estinzione delle specie,  causata soprattutto dall’attività umana, e che ha come conseguenza principale la diminuzione della biodiversità.

Ed è proprio il mancato rispetto degli spazi di cui la natura necessita a comportare improvvisi colpi di coda che raggiungono principalmente l’essere umano e che creano pandemie proprio come l’attuale. L’uomo si sente padrone del mondo, si comporta come se l’intera Terra fosse di sua proprietà dandola ormai per scontata.

Guardando la foto non si può che rimanere estasiati e allo stesso tempo onorati di poter vivere su un pianeta come il nostro ed è proprio per questo motivo che in quanto esseri umani uno dei nostri compiti principali è di preservare ciò che permette la nostra sopravvivenza.