23 novembre 1980, la Regione ricorda il terremoto. In un minuto e mezzo sparirono 36 comuni tra Campania e Basilicata

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L’importanza dell’azione preventiva, tempestiva e coordinata della Protezione Civile

Per non dimenticare. Giusto 43 anni fa, il 23 novembre, uno dei momenti più difficili nella storia della nostra regione: il terremoto che devastò l’Irpinia. Un disastro epocale che fece contare 2.735 morti, 8.848 feriti, 400.000 senzatetto.

Questa data rimane scolpita nei nostri cuori come un momento di grande dolore. Una immane tragedia che mise in evidenza il coraggio e la determinazione di un popolo che si unì nella spontanea solidarietà per affrontarla.

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Un sisma di magnitudo 6.8 che evidenziò però anche la fragilità del sistema e dal quale, grazie alla forte azione di Zamberletti, nacque la moderna protezione civile, basata su previsione e prevenzione, oltre che sulla gestione dell’emergenza.

La Campania è una regione fortemente esposta al rischio sismico. Purtroppo le conoscenze scientifiche e le tecnologie ad oggi esistenti non ci consentono di prevedere esattamente quando un sisma si verificherà, ma ci mettono in condizione di sapere se un determinato territorio è a rischio: conosciamo esattamente la pericolosità delle varie zone della Campania.

Perciò prepararsi a convivere con i rischi naturali ai quali un territorio è esposto, riuscire a mitigarne gli effetti e assumere meccanismi di auto protezione è fondamentale. Proprio in questi giorni ci stiamo confrontando, in un’altra zona della regione, i Campi Flegrei, con gli sciami sismici e con il particolare fenomeno del bradisismo che da sempre insiste in quell’area.

E nel nuovo piano di comunicazione che stiamo predisponendo in attuazione del decreto legge 140 del 12 ottobre scorso, partiamo proprio da qui: dalla necessità di diffondere la conoscenza scientifica, di aumentare la consapevolezza del rischio da parte dei cittadini e generare comportamenti virtuosi.

Come? Innanzitutto conoscendo la vulnerabilità sismica delle nostre case e, se necessario, intervenire per migliorare o adeguare la loro resistenza alle azioni sismiche che, inevitabilmente, prima o poi ci saranno.

Prevedere un terremoto, ossia la data o il periodo in cui si verificherà, non è possibile. Ma sapere se un determinato territorio è a rischio, si può. Oggi conosciamo esattamente la pericolosità delle varie zone della Campania. Prepararsi ad affrontare il terremoto è fondamentale.

La sicurezza parte dalla propria abitazione. Se è costruita in modo da resistere al terremoto, quindi adeguata alle norme antisismiche, vi garantirà una maggiore protezione .

Solo questo ci garantirà una maggiore protezione.
Rinnoviamo, a 43 anni di distanza dal terremoto dell’Irpinia, il cordoglio per le vittime, la vicinanza a quanti in quella tragedia hanno perso i propri affetti, o la propria casa.

Ancora di più – e proprio pensando a loro – come protezione civile, rinnoviamo il nostro impegno a lavorare con determinazione per fare in modo che si possano mitigare gli effetti degli eventi naturali.

Grazie alla lezione appresa dal terremoto del 23 novembre 1980 oggi non bisogna più gridare FATE PRESTO. Esiste un valido sistema di protezione civile che FA PRIMA. Di questo sistema fai parte anche tu: informati dei rischi del tuo territorio e assumi comportamenti consapevoli da cittadino attivo Prevenire è importante.