Il 28 luglio 1914 aveva inizio la Prima Guerra Mondiale

Il 28 luglio 1914 aveva inizio la Prima Guerra Mondiale

“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.” (Sir Winston Churchill)

Difficilmente qualunque studente dimenticherà l’evento definito come la goccia che ha fatto traboccare il vaso in relazione allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ovvero l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando. L’omicidio dell’erede al trono austro-ungarico avvenne il 28 giugno del 1914 da parte di un irredentista serbo (l’irredentismo è l’aspirazione di un popolo a completare la propria unità territoriale nazionale acquisendo terre soggette al dominio straniero sulla base di un’identità etnica o di un precedente legame storico) Gavrilo Princip, il quale, insieme ad altri aderenti a tale associazione segreta serba, ritenevano illegittima l’annessione della Serbia al territorio austro-ungarico avvenuta nel 1908.

Del resto le origini e le cause della Prima Guerra mondiale sono uno dei temi più dibattuti della storia contemporanea e non possono limitarsi all’evento sopracitato. La risposta al quesito posto circa le cause del conflitto è stata determinata attraverso il tentativo di individuare “il colpevole”. Quest’ultimo è stato un motivo ricorrente nella propaganda già dagli anni stessi della guerra fino a diventare nel dopoguerra il pilastro ideologico che caratterizzò l’organizzazione post-bellica dell’Europa, ovvero il trattato di Versailles: firmato nel 1919, attraverso questo si poneva fine alla guerra con la Germania. In uno dei suoi articoli emanava una sentenza inappellabile: “i governi alleati e associati dichiarano, e la Germania riconosce, che la Germania ed i suoi alleati sono responsabili, per esserne stati la causa, di tutte le perdite e di tutti i danni subiti dai governi alleati e associati e dei loro cittadini in conseguenza della guerra che è stata loro imposta dall’aggressione della Germania e dei suoi alleati”.

Come ha avuto inizio la Grande Guerra in Europa

La cosiddetta Grande Guerra ebbe realmente inizio il 28 luglio del 1914 quando l’impero Austro-Ungarico dichiarò guerra alla Serbia. L’impero Russo, alleato della Serbia, avviò la mobilitazione parziale del proprio esercito. A Berlino si sfruttò l’azione russa per convincere l’opinione pubblica che occorreva prendere l’iniziativa per difendersi. Maturò così l’ultimatum di 12 ore che viene inviato il 31 luglio alla Russia: si chiedeva di annullare la mobilitazione generale e si annunciava in caso di rifiuto russo che si sarebbe dichiarata la mobilitazione generale. Contemporaneamente un ultimatum fu lanciato da Berlino alla Francia, intimata di dichiarare entro 18 ore la propria neutralità in caso di guerra tra Germania e Russia. Il primo agosto la Germania dichiara guerra alla Russia. Il 2 agosto Berlino richiede al Belgio l’autorizzazione per il transito delle truppe sul territorio; nonostante il rifiuto categorico posto da parte dello stato belga, l’esercito tedesco invase il territorio del piccolo paese nordico. La violazione della neutralità del Belgio fu determinante per il governo britannico affinché prevalesse la volontà di intervenire. Il 4 agosto il Regno Unito dichiarò guerra all’Impero tedesco.

La posizione dell’Italia

Allo scoppio della guerra l’Italia era legata da più di un trentennio alla Germania e all’impero Austro-Ungarico dalla triplice Alleanza. La triplice Alleanza ricordiamo come avesse un carattere difensivo e obbligava i suoi contraenti a intervenire solo se uno dei membri fosse stato aggredito. Non era questo il caso della guerra scoppiata nel 1914: era stato l’Impero austro-ungarico a lanciare un ultimatum alla Serbia e la Germania a lanciarne uno a Russia e Francia. La scelta del governo italiano In un primo momento fu di dichiarare la neutralità. Nei mesi successivi, fino al maggio del 1915, in Italia si consumò uno scontro politico e culturale tra due schieramenti variegati: i neutralisti, favorevoli al mantenimento dello status di paese neutrale, e gli interventisti, al contrario propensi all’ingresso del paese nel conflitto in corso. Successivamente il governo italiano portò a termine le trattative confluite nel cosiddetto Patto di Londra, in base al quale L’Italia si impegnava entrare in guerra entro un mese al fianco di Gran Bretagna, Francia e Russia. In caso di vittoria all’Italia erano garantiti il Trentino, la Dalmazia, insieme ad una sorta di protettorato sull’Albania. Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Impero austro-ungarico.

Del resto caratterizzata dalla presenza di molteplici stati ed accordi stipulati, la Prima Guerra mondiale non si concluse dappertutto nel medesimo periodo di tempo: gli armistizi del novembre 1918 posero fine al massacro sul fronte occidentale. Il conflitto continuò invece su diversi fronti centro-orientali. In particolare in Russia, dove la guerra civile scatenata dal colpo di stato bolscevico nel novembre del 1917 si protrasse fino ai primi anni venti e nella Turchia post-ottomana.