Abbandonato in fin di vita alla stazione di Caserta, bracciante muore dopo giorni di sofferenza

Caserta, Maddaloni –  E’ morto in una stanza dell’ospedale di Maddaloni dopo aver lottato per diversi giorni il 38enne Sing, giovane indiano che il 5 luglio scorso fu abbandonato da persone senza scrupoli fuori la stazione di Caserta. Era gravemente disidratato ed il suo corpo risultava pesantemente provato da giorni, forse settimane, di malnutrizione e stenti. Sing era una delle tante anime “oscure” vittime del caporalato, lavorava come bracciante nei campi di pomodoro tra Castel Volturno e Villa Literno: ad abbandonarlo nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Caserta, dopo averlo sfruttato fino all’ultimo senza lasciargli neanche un briciolo di energia, sarebbero stati proprio i suoi schiavisti.

Sing è stato trovato e soccorso dai volontari dell’associazione “L’Angelo degli ultimi”, i quali hanno chiamato i soccorsi e fatto sì che potesse essere ricoverato all’ospedale di Maddaloni. L’uomo è stato curato dai medici del reparto nel miglior modo possibile ma le sue condizioni erano già gravemente compromesse e il giovane è stato costretto ad arrendersi.