Abusi e vessazioni sul luogo di lavoro, il racconto dell’inferno di un lavoratore della provincia di Caserta

Franco F. è un lavoratore della provincia di Caserta di 53 anni, residente in uno dei comuni più antichi e storici del territorio. Lo definiamo lavoratore innanzitutto perchè la storia che stiamo per raccontarvi è incentrata sulle vicissitudini di un lavoro a cui il nostro protagonista ha dato tutto e di cui purtroppo è stato vittima. E’ una storia brutta di vessazioni e abusi sul posto di lavoro perpetrati negli anni, per cui il sostantivo mobbing non è del tutto rappresentativo.

Potremo raccontare tutto facendo nomi e cognomi di protagonisti e azienda perchè c’è stata una causa con sentenza, ma per una questione di buon gusto e tutela della privacy li taceremo comunque. Di seguito il suo racconto:

Mi chiamo Franco F. e ciò che vi racconterò non cambierà molto quanto è accaduto ma è la dolorosa narrazione di una lunghissima ingiustizia perpetrata per quasi un decennio. Sono stato un operatore pluservizio della società XXXXX SPA Italia. Ho iniziato come lavoratore stagionale nel 2008 continuando così fino al 2012 quando ho vinto la prima causa di lavoro presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere sezione lavoro.

Da questo momento è cominciato il mio calvario: i sindacati hanno in qualche modo fatto pressione per farmi trasferire presso una sede della società sulla Casilina, una trasferta non indifferente per recarmi a lavoro e tornare a casa, un vero disagio fisico ed economico, e questo quando sussisteva un accordo di non trasferibilità mai rispettato”.

Dal 2013 è cominciato un vero e proprio mobbing contro la mia persona da parte della direzione e di alcuni colleghi – continua Franco – con atti intimidatori, vessazioni, cambi di turno, regressioni, un inferno durato tre anni. Nel 2016 vengo addirittura accusato di furto – accusa mai provata –  e sono costretto a fare causa alla società che, carte alla mano e documenti e registrazioni varie, ha perso su tutti i fronti.

Ma non è finita qua, quando sono rientrato a lavoro nel 2017 nonostante la battaglia condotta e la causa vinta, vengo attacco dal gruppo dirigenti al completo, compresi i manager. Dispiace molto dover constatare e segnalare la completa assenza dei sindacati che non mi hanno mai in nessun modo supportato e rappresentato“.

Siamo al 2019. Nel mese di agosto, il 27 precisamente, mi si muovono nuovamente false accuse, con il palese obiettivo di potermi licenziare. Si aggiunga a questo una coincidenza a dir poco assurda e incredibile: sono stato vittima di ben due rapine e di un tentativo di furto alla mia macchina nel parcheggio del posto di lavoro, tutto nel giro di pochi mesi.

Oggi c’è un ulteriore contenzioso legale in atto, io sono rimasto completamente solo senza il supporto di nessuno se non dell’avvocato che mi segue e per il cui servizio sto spendendo fiori di quattrini, gli ultimi. Intanto mi sono ammalato sia fisicamente che psicologicamente e sono disoccupato con una famiglia a carico che dipendeva esclusivamente da me. 

La nota azienda per la quale ho lavorato per tanti anni e a cui ho dato tutto, ha una facciata irreprensibile, ma dietro le quinte ci sono ore ed ore di sfruttamento dei lavoratori, assoluta inadempienza dei loro diritti, gli italiani che ben la conoscono ne vedono ovviamente solo la facciata, l’altra parla di un ambiente di lavoro vergognoso che costringe un dipendente come me, e non solo io, a spendere tutti i propri risparmi per difendere non solo il posto di lavoro ma la propria dignità”.

Ho desiderato raccontare questa storia perchè si abbia il quadro di come sia difficile per un dipendente non supportato dai sindacati, di portare avanti una battaglia di giustizia affidandosi esclusivamente alle prove conservate nel tempo e all’aiuto del Cielo“.

Abbiamo voluto offrire uno spazio, dare voce al dolore di Franco perché questa terra una volta si chiamava Terra di Lavoro, e c’era un motivo per questo: le aziende erano floride, i lavoratori assunti e ben pagati producevano, il territorio prosperava.

Oggi, a causa di moltissime altre ragioni ovviamente, ma anche per situazioni come questa raccontata, ormai sempre più frequenti, i nostri cittadini della provincia di Caserta, a cui purtroppo, quasi mai viene fatta giustizia, non solo restano disoccupati e “disonorati”, a causa delle corruzioni gravi che si celano all’interno di alcune aziende, ma troppo spesso sono costretti a lasciare le proprie famiglie, le proprie abitazioni, un mondo intero, per poter sopravvivere. Auguri Franco