Un provvedimento strategico nella legge di delegazione europea 2025
La Camera dei Deputati ha esaminato il disegno di legge n. 2574-A, la cosiddetta Legge di delegazione europea 2025. Il testo affida al Governo il compito di recepire 16 direttive e adeguare la normativa nazionale a 10 regolamenti dell’Unione europea. Tra i temi centrali spiccano la cybersicurezza, la tutela ambientale e i diritti sociali.
Cybersicurezza e poteri di vigilanza
Il disegno di legge dedica tre articoli centrali – il 10, l’11 e il 12 – al tema della sicurezza digitale, un ambito che oggi rappresenta una vera e propria frontiera della tutela dei cittadini e delle imprese.
L’articolo 10 si concentra sui prodotti con elementi digitali, ossia tutti quei dispositivi che ormai fanno parte della nostra quotidianità: dagli smartphone ai sistemi domotici, fino alle apparecchiature industriali. Il regolamento europeo 2024/2847 impone requisiti di cybersicurezza uniformi e vincolanti, e il provvedimento italiano individua nell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale l’autorità incaricata di vigilare e notificare eventuali violazioni. In altre parole, sarà l’Agenzia a garantire che i prodotti immessi sul mercato rispettino standard di sicurezza adeguati, proteggendo così utenti e aziende da intrusioni e attacchi informatici.
L’articolo 11 amplia ulteriormente il quadro, recependo il regolamento (UE) 2025/37 sui servizi di sicurezza gestiti. Si tratta di quelle attività che supportano imprese e istituzioni nella gestione dei rischi informatici: monitoraggio delle reti, risposta agli incidenti, protezione dei dati. Con questa norma, tali servizi dovranno conformarsi al sistema europeo di certificazione, assicurando un livello di qualità e affidabilità omogeneo in tutta l’Unione.
Infine, l’articolo 12 introduce nel nostro ordinamento il regolamento (UE) 2025/38, meglio noto come Cyber Solidarity Act. Questo atto segna un passo avanti decisivo: prevede la creazione di un sistema europeo di allerta per la cybersicurezza, un meccanismo di emergenza per reagire rapidamente a minacce su larga scala e persino una riserva europea di servizi di sicurezza, composta da fornitori di fiducia pronti a intervenire in caso di attacchi significativi. In sostanza, si costruisce una rete di solidarietà digitale che consente agli Stati membri di affrontare insieme le crisi informatiche, condividendo risorse e competenze.
L’autorizzazione del giudice per accedere ai dispositivi
Un punto delicato, richiamato nelle relazioni parlamentari, riguarda l’accesso ai dispositivi informatici. Computer, smartphone e server contengono dati personali e professionali di enorme rilievo. Per questo, la normativa nazionale e la giurisprudenza costituzionale impongono che ogni accesso avvenga solo previa autorizzazione del giudice.
Il magistrato è il garante che valuta se l’ingresso nei dati digitali sia necessario e proporzionato rispetto all’indagine o al procedimento. Senza questa autorizzazione, l’atto sarebbe illegittimo e rischierebbe di violare la privacy e la libertà individuale.
Le osservazioni delle Commissioni
Il Comitato per la legislazione ha segnalato la necessità di correggere riferimenti errati (come il richiamo a un regolamento inesistente) e di chiarire formulazioni troppo vaghe che lasciano eccessiva discrezionalità al Governo. La Commissione Bilancio ha posto condizioni per garantire la copertura finanziaria, imponendo che le amministrazioni provvedano con le risorse già disponibili.
Un equilibrio tra sicurezza e diritti
La Legge di delegazione europea 2025 è un ponte tra Roma e Bruxelles, ma anche un banco di prova per la tutela dei diritti nell’era digitale. L’autorizzazione del giudice per accedere ai dispositivi informatici rappresenta la barriera che difende la libertà dei cittadini, mentre il recepimento delle norme europee rafforza la capacità del Paese di fronteggiare minacce informatiche (e ambientali).
In un mondo in cui i dati valgono più dell’oro, il Parlamento riafferma che la cybersicurezza deve convivere con la garanzia della privacy e con il rispetto delle regole democratiche.








































