Adesso Basta Stir: in centinaia in piazza chiedono le dimissioni del sindaco e del presidente della Provincia di Caserta

E’ partito da pochi minuti il corteo che, da piazza Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere,  sfilerà per le strade della città nelle prossime ore per dire “Adesso basta Stir”.

Due incendi in meno di un anno (l’ultimo il 17 ottobre scorso), con centinaia di tonnellate di rifiuti ammassati in un capannone dello Stir della città, hanno spinto la cittadinanza a mobilitarsi per chiedere:

  1. le dimissioni immediate dei responsabili della pessima gestione dello Stir a cominciare dal presidente della Provincia di Caserta per finire con i vertici della Gisec;
  2. le dimissioni del sindaco di Santa Maria Capua Vetere che non è stato in grado di tutelare adeguatamente la salute dei propri cittadini.

Una presa di posizione netta che ha richiamato a Santa Maria Capua Vetere decine di associazioni provenienti dall’intera regione, segnale chiaro della condivisione assoluta non soltanto sul fronte Stir ma sull’intera gestione dei rifiuti e degli impianti in Campania.

Già nei giorni scorsi le Associazioni promotrici della manifestazione pubblica di oggi ossia “PASSIONE CIVICA”, “Fermiamo il Degrado Ambientale”, “Fermiamo i Roghi Tossici”, “Adotta la CITTA’, “Comitato Cittadino per la Delocalizzazione dello STIR”, avevano denunciato l’ennesimo attentato alla salute dei cittadini sammaritani e dei paesi limitrofi.

“Sembra assurdo- ha dichiarato l’avvocato Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni – che a meno di un anno dal precedente evento incendiario non siano stati presi adeguati provvedimenti per mettere in sicurezza lo STIR. La nostra attenzione non è calata neppure per un momento con denunzie, segnalazioni, accessi all’impianto, ci chiediamo invece che cosa hanno fatto le Istituzioni deputate a tutelare i cittadini in primis il Comune e la Provincia.

Dopo un estate passata a respirare odori nauseabondi e ad inalare pm. 10 ancora un volta S. Maria diventa protagonista in negativo e i suoi cittadini vittime innocenti di una “mala gestio” che la magistratura può e deve reprimere. Alla procura il compito di accertare le condizioni di sicurezza dell’impianto, nominare immediatamente consulenti per monitorare il ciclo di lavorazione, reprimere ogni comportamento abusivo.

Serve la galera per quanti stanno consentendo lo scempio dei nostri territori. L’approssimazione e il disinteresse con il quale si trattano le questioni ambientali non sono ormai più tollerabili. Il tempo delle attese e delle promesse è finito!

Chiediamo le immediate dimissioni del Sindaco di Santa Maria, del Presidente della Provincia, dei vertici della Gisec. Due incendi in meno di un anno non sono veramente concepibili. Santa Maria non può diventare la città dei veleni. I cittadini sammaritani hanno diritto a non piangere sempre più morti per malattie oncologiche legate alla contaminazione delle matrici ambientali”.