Caserta, aggredito in strada da una banda di 15enni, la denuncia della madre su Facebook

Da più parti in città le segnalazioni di gang di adolescenti molesti

È da qualche tempo che anche Casertaweb sta denunciando la presenza di una banda di teppistelli molto giovani che danno fastidio a cose e persone nell’area di Piazza Matteotti.

Purtroppo non sono i soli, nemmeno qualche mese fa la denuncia di una famiglia su Facebook di un’altra banda nella zona di Tuoro, Santa Barbara, egualmente molesti ed in qualche modo pericolosi, al punto da dover presentare video e foto ai Carabinieri e fare intervenire il parroco locale.

Terribile il ricordo di quel gruppetto che aggredì a sprangate il clochard sotto l’atrio del comune di Caserta mentre dormiva. Ed anche lì si scoprì che erano ragazzini, poco più che adolescenti.

E cosa dire di quegli intelligentoni che vandalizzarono la fontana a San Leucio immortalandosi da soli? O di quelli che si erano appropriati della villetta di Parco degli Aranci arrivando a mettere le mani addosso ad una volontaria della rete Caserta Città Viva?

Insomma la città da un po’ di tempo è preda e succube di queste banducole di ragazzini, che dai più liberali vengono considerati niente altro che adolescenti un po’ vivaci, mentre in realtà sono seriamente pericolosi. In branco poi possono esagerate e davvero finiscono per far male a qualcuno.

Come denunciato dall’avvocato Flora De Matteis, dalla sua pagina Facebook, madre di un ragazzo che è stato gratuitamente aggredito e picchiato da una di queste gang. Di seguito il suo post:

Buongiorno a tutti, ieri al centro di Caserta un gruppo di adolescenti di circa 15 anni hanno aggredito senza alcun motivo, ma  per “gioco”, a calci e pugni mio figlio e i suoi amichetti che stavano facendo una semplice passeggiata al Centro. Tutto questo nell’indifferenza generale, il centro era gremito di persone.

Sembra che questa “moda” di aggressioni gratuite di stia diffondendo un po’ ovunque. Mio figlio e gli amichetti non conoscono gli aggressori per cui è anche difficile identificarli e non so se al centro di Caserta ci siano telecamere che abbiano potuto riprendere l’accaduto.

Avevo io stessa spronato Giuseppe ad uscire anziché stare a casa davanti alla play ma adesso come posso stare tranquilla? Se lo hanno puntato non escludo che possa riaccadere. Un ringraziamento al gestore del Bar che li ha accolti all’interno del locale allontanando gli avventori e facendo chiamare loro i genitori”.

Solo per fortuna i ragazzi aggrediti non hanno riportato ferite ma sicuramente hanno riportato a casa il timore di poter uscire liberamente nella propria città.

E da cittadina e giornalista confermo la moda delle risse immotivate. Non è la prima volta che accade, qualche settimana fa anche mio nipote, 16 anni, mi ha raccontato di essere stato avvicinato davanti alla Reggia, da un gruppo di altri ragazzi che senza ragione hanno iniziato a minacciarlo e sfidarlo a fare a botte.

Solo l’atteggiamento abbastanza duro e sicuro di sé di mio nipote ha scongiurato il peggio. Ma l’impressione era, mi ha poi raccontato, che lo dovessero fare come una specie di sfida.

Ora, non c’è dubbio che ci sia qualcosa di malsano che sta accadendo sul nostro territorio, e che purtroppo, non vorremmo generalizzare, ma abbiamo i motivi per  farlo, coinvolge proprio la fascia d’età più giovane, dai 14 ai 19 anni. Inutile adesso fare analisi sociologiche sull’influenza delle famiglie, sull’educazione ricevuta, sugli esempi seguiti ecc., Qui non si tratta più di bullismo, siamo nei reati perseguibili.

Quello che ci preme è un controllo del territorio da parte delle istituzioni e delle forse dell’ordine più serrato. Le famose telecamere di quartiere sono necessarie, le volanti che girano sono necessarie, e se ci sono pochi uomini, pochi turni, ci si organizzasse in progetti interforze.

Cosa stiamo aspettando? Che i privati cittadini si organizzino in ronde come qualcuno ha già paventato sui social? Caserta ha la necessità di fruire di una vivibilità più sicura, dove una mamma non debba chiudere i figli in casa perché uscendo, senza motivo alcuno potrebbero venire aggrediti e picchiati.

Chiediamo un tavolo di discussione anche da parte della civile società, un consiglio comunale aperto, la presenza delle associazioni. Non è più un caso, sta diventando una moda, qualcosa che adesso va assolutamente monitorato prima che diventi barbarie.