Aggressioni al Pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, la Cisl: “Il drappello tanto invocato non risolverà la situazione”

L'intervista a Nicola Cristiani, Segretario Ust Caserta con delega alla Sanità

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Nelle ultime settimane si sono registrate altre due aggressioni al Pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Caserta ai danni di infermieri e operatori della sanità presenti sul posto, da parte di utenti, a quanto pare insofferenti alle lunghe attese.

Negli ultimi sei mesi, aggrediti medici e infermieri anche ai pronto soccorso di  Maddaloni e Aversa e la questione sicurezza dei dipendenti sui luoghi di lavoro diventa sempre più urgente.

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Sono in molti ad invocare un drappello di polizia sul posto per scongiurare che accadano altre situazioni del genere, a protezione dei lavoratori ma anche degli utenti.

Eppure questa scelta non risolverebbe del tutto la questione, anche le procedure ospedaliere di triage per esempio, dovrebbero essere ridiscusse.

Le lunghe attese, i protocolli di registrazione al desk creano dei paradossi tra l’urgenza stessa di un ricovero in pronto soccorso e l’attesa inevitabile che si crea davanti al banco del triage. Come ci spiega Nicola Cristiani, Segretario Ust Caserta, con delega alla Sanità.