Al Pane&Acqua Bistrot di Caserta una cena preparata a base di canapa: una scorta di Omega 3, fibre e vitamine

Prodotti a base di canapa sativa
Alcuni prodotti a base di canapa sativa

Quando parliamo di canapa, occorre sempre confrontarsi con retaggi culturali e con evidenti forzature interpretative, in senso restrittivo, che spesso hanno mirato a limitare le possibili applicazioni della canapicoltura.

Coltivare canapa in Italia è possibile senza grandi difficoltà: è bene ricordare che questa pianta è stata storicamente una grande ricchezza per il nostro paese, fin dai tempi dell’antica Roma. Vale la pena quindi liberarsi da pregiudizi e sfatare alcuni luoghi comuni, scoprendo di più su questa pianta straordinaria.

Cannabis Sativa L.”, questo il nome botanico della canapa. Si tratta di una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee, la stessa a cui appartiene il luppolo, ordine delle urticali.

È una pianta a ciclo annuale primaverile-estivo, che può essere coltivata benissimo nel clima italiano. La pianta di cannabis è un arbusto dal fusto eretto e angoloso, si sviluppa fino a sette metri di altezza, con le foglie opposte palamato-sette, lanceolate.

Tutto il territorio di Terra di Lavoro fino al primo dopoguerra è stato uno dei maggiori bacini di coltivazione di canapa. Questa produzione ha permesso di dare lavoro a migliaia di aziende che trasformavano questo prodotto per variegati usi, in primis la produzione tessile.

Da alcuni anni in Campania si sta sviluppando un movimento di aziende e associazioni che hanno convertito alcuni terreni alla coltivazione della canapa. Una di queste è la Canapa Sativa Caserta, con decine di piccoli produttori aderenti, coordinati da Umberto Riccio, azienda che si è sviluppata al punto di dare vita anche ad una filiera per la canapa ad uso alimentare.

Canapa Sativa Caserta
(da sinistra) Annalisa Figurato, Carlo Scatozza, Umberto Riccio ed alcuni produttori presenti alla serata

Nel cibo si usano prevalentemente i semi o i derivati dai semi, che non contengono Thc, il principio attivo della Canapa Sativa e proprio con  i semi si possono  fare trasformazioni per produrre olio o farina per ottenere pane o pasta.

Martedì sera, presso il ristorante Pane&Acqua Bistrot a Vaccheria di Caserta, si è svolta una serata evento per scoprire i gusti e la cucina dei prodotti a base di canapa per uso alimentare.

Durante la serata, coordinata dal giornalista enogastronomico Carlo Scatozza, c’è stata una simpatica narrazione di aneddoti legati alla tradizione della coltivazione della canapa in provincia di Caserta. Inoltre la degustazione di alcuni piatti preparati dallo Chef Gaetano a base di canapa sativa è stata accompagnata da un’interessante esposizione dei benefici di questa pianta tenuta dalla nutrizionista Annalisa Figurato.

Benefici della Canapa Sativa

Questo prodotto ha notevoli proprietà nutrizionali perché i semi da cui si produce la farina sono ricchi di acidi grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6, in un rapporto 1 a 3, che è quello ideale consigliato dalle moderne linee guida nutrizionali.

In realtà l’utilizzo della farina di canapa per la produzione di pasta oscilla dal 7 al 15 percento della farina totale. Quindi la pasta non è costituita al 100% dalla farina di canapa perché questa, essendo molta oleosa, proprio perché estratta dai semi, non può essere utilizzata da sola ma viene miscelata con la farina di grano.

La farina di canapa apporta un notevole quantitativo di fibra e di proteine: su 100 gr di prodotto sono presenti un 30% di proteine e 8 dei 9 aminoacidi che contribuiscono alla costruzione delle proteine essenziali da assumere nella nostra dieta quotidiana.

La farina di canapa è particolarmente ricca di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C ed E. In particolare il contenuto di vitamina E nei semi è pari al 42% del fabbisogno totale giornaliero.

Perché introdurre la pasta di canapa sativa nella nostra dieta?

In primo luogo perché l’apporto di acidi grassi essenziali è notevole, poi per il suo elevato contenuto di fibra. Infatti, in proporzione basta mangiare molto meno pasta di canapa per ottenere la stessa sazietà della pasta prodotta con la farina di grano.

Per quanto riguarda il sapore, basta assaggiarla per rendersi conto che ha un gusto molto particolare, i palati più attenti percepiscono un delicato retrogusto di nocciola, questa caratteristica la rende particolarmente adatta ad abbinamenti con condimenti dolci.

Altro prodotto molto importante che si ricava dai semi di canapa è l’olio. Dal sapore molto deciso ed vagamente esotico, l’olio di canapa va utilizzato esclusivamente a crudo perché il suo contenuto oleico in acidi grassi polinsaturi è molto alto, per cui non può essere assolutamente cotto. E’ un ottimo integratore di Omega 3 al punto che, oltre a miscelarlo all’olio di oliva, si può usare come integratore nella misura di uno o due cucchiaini al giorno. Le proprietà terapeutiche di quest’olio sono ampiamente riconosciute e addirittura sembra essere un ottimo coadiuvante nella cura delle malattie della pelle, oltre a prevenire disturbi cardiovascolari per  il noto ruolo degli Omega 3 nell’abbassamento del  livello di colesterolo Ldl,.