Al Teatro Civico 14 di Caserta lo spettacolo “Delirio Bizzarro” con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi

Il Teatro Civico 14 di Caserta, domenica 23 febbraio, alle ore 19:00, ospita per la prima volta il duo formato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi con lo spettacolo “Delirio Bizzarro”, vincitore di Forever Young 2015 – 2016, nato dai confronti e scambi avuti con pazienti di strutture psichiatriche, dialoghi che hanno consentito di raccogliere quadri di vita vissuta.

L’esperienza della cura del male mentale s’è trasformata in pretesto per raccontare la società e le sue disfunzioni, approdando ad una follia tutta contemporanea, lì dove è folle la struttura non coloro che la abitano.

Proseguono anche gli appuntamenti di incontro sul teatro con un focus sul lavoro da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. L’incontro è alle 17:00, ingresso libero.

Spettacolo di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi; scene e costumi Cinzia Muscolino; scenotecnica Pierino Botto; disegno luci Roberto Bonaventura; aiuto regia Veronica Zito, Eleonora Bovo; collaborazione artistica Ivana Parisi, Simone Carullo, Giovanna La Maestra
e con la collaborazione del Centro Diurno di Salute Mentale “Il Camelot”, del Teatro Vittorio Emanuele e della “Casa del Con” di Messina.

Sinossi dello spettacolo

Un Centro di Salute Mentale e due personaggi: uno, in condizione di “pazzo per attribuzione”, trascorre la propria vita a interrogare le stelle, discorde con il tempo presente; l’altra, donna perfettamente integrata, ossessionata dalla carriera, ma che avverte un’insania incipiente. Né pazzi né sani, Mimmino e Sofia in un dialogo serrato – braccio di ferro tra due esperienze di vita completamente opposte – si scopriranno simili, umani, sorridenti, autoironici, sebbene parti inconsapevoli di un sofisticato meccanismo congegnato per rendere l’uomo prigioniero di sé stesso. Si incontrano in una terra di frontiera, il Centro Diurno di Salute Mentale “il Castello”, in cui il confine tra coloro che stanno dentro e coloro che stanno fuori sfuma in un indistinto resistere tra protocolli da rispettare e vite da normalizzare.