Al Teatro Cts di Caserta “Io, Marta”, un omaggio alla figura di Marta Abba, la musa di Pirandello

Marta Abba, musa di Luigi Pirandello

Caserta – Con “Io, Marta”, si è arrivati al terzo appuntamento della nuova stagione teatrale del Piccolo Teatro Cts di Caserta denominata “A Casa di Angelo e Paola” con uno spettacolo, questo, che si annuncia sicuramente interessante.  La rappresentazione è prevista, come di solito, per questo fine settimana, sabato 17 novembre alle ore 21 e domenica 18 novembre alle ore 19.

In scena Margherita Peluso che ha curato anche la regia e la drammaturgia. “Io, Marta”, è stato interamente recitato anche in lingua inglese, e fa parte del progetto Next Generation 2017 presso La Mama Theater International di Spoleto e Residenza Artistica presso Manifattura K. La produzione  è della compagnia teatrale Bridge Cultural Association di Milano, in collaborazione con The Fusion People Project e Impact Theater. Le voci sono di Stefania Monaco e Massimo Villucci. Assistenza Drammaturgica Michela Giudici.

Margherita Peluso

Teatro d’indagine sulla storia di una donna che ha ispirato, rivoluzionato, anima, musa, eroina di Luigi Pirandello… le commedie di Pirandello non sarebbero esistite senza Marta Abba e le sue eroine non avrebbero mutato l’arte e la donna. Era il febbraio del 1925 quando Luigi Pirandello e Marta Abba si conobbero. Lei, milanese, ha soltanto ventiquattro anni. Luigi ha già cinquantasette anni di Agrigento.

Il loro rapporto è di collaborazione e di amore. L’aveva scritturata “a scatola chiusa”. Marta Abba conquisterà il drammaturgo fino a identificarsi in un’immagine vivente del teatro pirandelliano: il successo dell’uno sarebbe stato il successo dell’altra.

A testimonianza del rapporto con Pirandello, rimane un epistolario. Un corposo carteggio, poi donato all’Università di Princeton NYC, che sarà pubblicato integralmente soltanto nel 1994.

La pubblicazione avvenne tardi perché per decenni la grande attrice italiana Marta Abba aveva meditato sull’opportunità di mettere a disposizione degli studiosi quei documenti, e continuava a rimandare ogni decisione, combattuta tra il desiderio di rivelare al mondo un Pirandello intimo e ancora ignoto, e il pudore d’infrangere il velo di riserbo sul loro rapporto.

Un teatro d’indagine dunque, con proiezioni, registrazioni vocali, interazioni con il pubblico faranno da sfondo a questo docu-show. Obiettivo, finire il lavoro che forse Marta non è mai riuscita a ultimare, una ricerca che ci porterà con Marta a Milano, Roma, NYC, Parigi, Svizzera, per concludersi in Sicilia. Se parliamo dell’arte di Pirandello, non è lecito dimenticare Marta Abba.