Alla fine Caserta non è poi tanto male: il suo primato per il piedibus, un privilegio per la società

Ci si lamenta sempre del traffico, dell’inquinamento, del ritardo la mattina, del caos familiare per organizzarsi coi propri figli, e invece Caserta, da circa 10 anni a questa parte ormai, supporta i genitori e contemporaneamente aiuta lo sviluppo da parte dei bambini sicuramente a crescere più velocemente e ad emanciparsi.

Iniziativa non poco recente e ad essere attuata prima a Caserta, fra tutte le città campane, il piedibus permette a tutti i bambini di essere accompagnati al mattino per andare a scuola, e al pomeriggio, di ritorno a casa.

Proprio come se fosse un vero e proprio autobus vivente, i bambini, a seconda della zona in cui abitano, si recano alle corrispondenti fermate che ovviamente sono site in varie parti della città. E come un pullman che si rispetti, anche il piedibus dev’essere in orario e puntuale. Si parte precisi, senza aspettare naturalmente ogni bambino in ritardo o ogni eventuale imprevisto, altrimenti si creerebbe più caos in questo modo in mezzo alle strade, che piuttosto con un autobus a tutti gli effetti.

Tra le fermate più note ce n’è sicuramente una a Corso Giannone, un’altra a Via Acquaviva, ancora a Via Montale, Viale Lincoln e Via Roma.

Com’è possibile notare soltanto posizionandosi nei pressi della fermata e seguendo attentamente ogni movimento eseguito, i bambini sono tutti posizionati in fila per due ordinatamente, dotati di un giubbotto k-way di un color giallo fosforescente, proprio come un comune catarifrangente, zaini in spalla e accompagnati da componenti di associazioni di volontariato e spesso anche dai genitori, magari quelli più apprensivi che i primi tempi sentono ancora la necessità di controllare la situazione coi propri occhi.

Ciò che c’è da precisare è che se il progetto è stato portato avanti negli anni, un motivo c’è sicuramente ed è semplicemente perché funziona più che bene e rilascia soddisfazioni, nei genitori in primis, ma soprattutto nei bambini che continuano a usufruire di questo particolare e innovativo ‘mezzo di trasporto’.

Genitori che ancora non avete aderito, che aspettate?