Alla Reggia di Caserta continua il successo della mostra “da Artemisia ad Hackert”, pittori del ‘600 e del ‘700

"Il porto di Salerno", Jakob Philipp Hackert

La residenza reale più grande al mondo che a metà ‘700 Carlo di Borbone volle immensa e sfarzosa per esaltare il nuovo regno di Napoli e superare i fasti della reggia di Versailles, non è solo uno dei più prestigiosi monumenti europei, ma anche un centro di ricerca, e a sottolineare il ruolo svolto in collaborazione con istituti di cultura, università ed altri musei italiani c’è anche la mostra visitabile fino al 16 Gennaio cui sono state affiancate una  serie di  giornate di studio che nella Sala delle guardie del corpo nelle retrostanze degli appartamenti reali racconta la pittura del ‘600 e ‘700 con un elevato numero di opere, oltre 100, di grandi artisti del calibro di Artemisia e Gentileschi, Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Rubens, Guercino, Canaletto solo per citarne alcuni.

“Da Artemisia ad Hackert” è il titolo della mostra, che infatti è l’occasione per vedere per la prima volta a Caserta la tela “Il porto di Salerno” che Hackert, pittore di corte di Ferdinando IV di Borbone e tra i grandi vedutisti del tempo, realizzò per il sovrano, tela che mancava alla serie di porti del regno e che è stata recentemente restaurata.

La tela mancante arriva dalla Lampronti Gallery di Londra e, così come molte altre opere di mostra, appartiene alle collezioni dell’antiquario Cesare Lampronti, erede di una grande famiglia di collezionisti italiani. Avvicinare il mondo del collezionismo privato e delle gallerie d’arte a quello dei musei è uno degli obiettivi della mostra, che è a cura di Vittorio Sgarbi.

Un percorso affascinante nella storia del paesaggio naturale e urbano, anche con le magnifiche vedute di Gaspar van Wittell, pittore olandese padre del grande architetto cui si deve la reggia, Luigi Vanvitelli. Tra le altre anche pitture caravaggesche e nature morte. Intanto, prosegue su tanti fronti il lavoro per il rilancio della Reggia.

Loading...