Alla riscoperta del Giardino Inglese nella Reggia di Caserta, un nuovo libro ricco di intrighi e curiosità

Giardino Inglese Reggia di Caserta

Sto scrivendo mentre sono in giardino. Per scrivere come si dovrebbe di un giardino uno non deve scrivere standone fuori o semplicemente standovi vicino, ma nel giardino. (Frances Hodgson Burnett, Il giardino segreto)

Non c’è niente di meglio dell’immergersi nella natura, percepirne la forza e la meraviglia, l’incanto e la pace che sa trasmetterci. E’ uno spettacolo che molti sanno comprendere e contemplare, specie noi casertani, che possediamo uno dei più solenni esempi di natura viva e ideale, incarnata nell’immenso Giardino Inglese, eredità inestimabile della promozione artistica borbonica.

Un locus amoenus unico nella sua semplicità e raffinatezza, eppure nasconde interessanti storie di intrighi, miti e simboli molto significativi, di cui molti sono ignari o a cui non è mai stata rivolta l’attenzione, durante le visite turistiche. Come diceva il letterato inglese Francis Atterbury, è l’attenzione al dettaglio che fa la differenza tra la normalità e lo straordinario, ed è proprio su un’accurata ricerca e indagine sui dettagli del giardino reale, che è incentrato Il Giardino Inglese nella Reggia di Caserta, Tòpoi letterari, miti e simboli dagli Acquaviva alla Massoneria, scritto dall’architetto e storico d’arte Lucia Giorgi (Edizioni Saletta dell’Uva).

Il libro, corredato da numerose fotografie che rendono omaggio alle bellezze naturali del giardino reale, ci guida in un intrigante viaggio alla riscoperta di una natura resa suggestiva e misteriosa da ciò che vi è stato inserito (statue antiche, finte rovine classiche, grottone artificiale, piramide) offrendoci uno studio approfondito e degno di considerazione sul simbolismo dei numerosi complessi statuari, in chiave artistica neoclassica settecentesca, ma non solo.

Il racconto è un ensemble di intrecci e segreti che vede coinvolti gli Acquaviva d’Aragona, che hanno governato il feudo di Caserta dagli inizi del Cinquecento agli anni Trenta del Seicento, la Regina Maria Carolina d’Austria, l’ambasciatore inglese William Hamilton, il botanico John Graefer e l’architetto Carlo Vanvitelli, primogenito del celeberrimo Luigi.

Vi è un interessante dettaglio che accomuna i personaggi elencati: la loro probabile appartenenza alla Massoneria, associazione segreta inglese di stampo illuminista, sorta in quegli stessi anni, distinta per il simbolismo peculiare ispirato anche all’arte “muraria”.

Non si tratta, però, di una semplice peculiarità, è invece una sottile, ma importante impronta che caratterizza l’intero complesso statuario del giardino, con incredibili scherzi del destino e strane, ma non improbabili, casualità.

Una lettura appassionante e piena di colpi di scena, capace di renderci ancora più curiosi e consapevoli della nostra identità casertana, inorgoglita dalle meraviglie che il nostro patrimonio culturale ci offre.

Abbandoniamoci pure a queste allettanti pagine di cultura ricordando, però, che la bellezza del mondo naturale vive proprio nei dettagli.