Alla scoperta di Silvio Fiorillo, commediografo ed attore, noto anche come il Pulcinella Capuano

Il 21 ed il 22 settembre il Touring Club, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, ci farà scoprire la vita e le opere del commediografo capuano Silvio Fiorillo.

Si parte sabato mattina, con l’apertura della Chiesa di San Salvatore a Corte dalle 10:00 alle 13:00 per un convegno gratuito sulla figura di Silvio Fiorillo, commediografo ed attore capuano. I relatori, Pompeo Pelagalli storico nonché socio attivo Tci e  Francesco Cotticelli docente di Storia del Teatro dell’Università Federico II di Napoli ci faranno conoscere in modo approfondito questo attore. Non solo giornata di studi ma anche di teatro. Infatti durante gli interventi degli studiosi si avranno due manifestazioni artistiche: assisteremo ad alcuni intermezzi del famoso attore Juri Monaco ed ascolteremo dei brani eseguiti dall’Orchestra Giuseppe Martucci del Liceo Musicale Luigi Garofano.

Il giorno dopo, domenica, Capua svelerà i propri gioielli artistici ed architettonici, attraverso degli itinerari suddivisi in due sessioni, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Oltre i vari monumenti e chiese aperti al pubblico, sarà possibile partecipare, con una quota di cinque euro, ad un percorso teatralizzato con volontari e maschere, sui luoghi che sono legati alla figura di Silvio Fiorillo ed alla sua commedia La Lucilla Costante. Partendo da San Salvatore a Corte si visiteranno Palazzo Antignano, Piazza dei Giudici, la Chiesa di Sant’Eligio ed altri monumenti della città.

Due le mostre organizzate: nella Chiesa della Carità il fotografo Antonio Manna, facente parte dell’Associazione Appunti Fotografici, terrà una mostra dal titolo Storie; nella chiesa longobarda di San Michele a Corte la pittrice e poetessa Pina Magro esporrà i propri quadri nella mostra Le mie rime nel colore. A chiudere i lavori, alle ore 17:00, si potrà assistere allo spettacolo teatrale Una vita da buffone, in cui si narrerà la vita di Silvio Fiorillo, scritto e diretto da Juri Monaco.

Silvio Fiorillo, il Pulcinella Capuano

Non molti conoscono Silvio Fiorillo, di cui è difficile anche apprendere informazioni precise sulla vita e le opere. Sappiamo che nacque a Capua verso la seconda metà del ‘500, figlio d’arte, in quanto Tiberio, suo padre, era un commediografo.  Si innamorò da subito del teatro tanto da unirsi alla Compagnia degli Uniti o Compagnia del Serenissimo Duca di Mantova, che operò a partire dal 1564 al 1640, composta da professionisti che interpretavano ruoli come quelli di Arelicchino, Pantalone, Predolino e Franceschina. Interpretò, inizialmente, il ruolo del Capitan Matamoros a Lione. Questa maschera di origini bolognesi, creata nel ‘400, fu una costante nel teatro della Commedia dell’Arte. Indubbiamente alle spalle c’è il Miles Gloriosus, il soldato fanfarone che tanto si vantava delle proprie imprese belliche, sebbene l’origine del nome Matamoros è un termine spagnolo. Questa parola, infatti, significa ammazza mori e fa riferimento ai soldati cristiani che, durante il periodo della Reconquista spagnola del XV secolo, si vantavano delle proprie imprese nell’uccisione dei Mori in terra di Spagna. Ben presto divenne l’appellativo di un gruppo di soldati, che si rifacevano alle imprese dei Crociati, protetti da Santiago Matamoros, il San Giacomo Uccisore dei Musulmani, che è raffigurato in un bellissimo dipinto ad olio su tela di Giambattista Tiepolo al Szépművészeti Múzeum, il Museo di Belle Arti di Budapest.

Successivamente interpreta altri ruoli, fino a quello da lui inventato di Pulcinella/Polcinella, che appare per la prima volta nella sua Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Polcinella. Non posso qui dilungarmi sull’origine e le interpretazioni sulla figura di questa maschera, sebbene, sintetizzando, si pensa che un prototipo originario sia il Maccus dell’Atellana del IV sec. a.C, maschera del servo, che, come Pulcinella, aveva una veste bianca, un naso adunco e pancia prominente sebbene storicamente abbiamo un certo Puccio d’Aniello, contadino acerrese, che divenne un attore in una compagnia itinerante, da cui deriverebbe la maschera e come lo stesso Fiorillo ammette, a lui si è ispirato per Pulcinella.

Le opere di Fiorillo tra ecloghe e commedie

Ben presto il Fiorillo si dedicò anche alla scrittura, non sempre di ambito teatrale. Infati, nel 1605 abbiamo l’opera L’amor giusto, egloga pastorale in Napolitana e toscana lingua di Silvio Fiorillo da Capua detto capitano di Mattamoros. Il genere, egloga pastorale, è un dialogo tra figure agresti che tratta diversi temi legati all’uomo ed alla natura (di questo genere erano gli Idilli di Teocrito, poeta greco-siculo, le Ecloghe e le Bucoliche di Virgilio, il Bucolicum Carmen di Petrarca, le ecloghe quattrocentesche del Boiardo, l’Euridice del poeta fiorentino Ottavio Rinuccini, la cui opera ben presto entrò nei teatri per il suo lirismo). L’opera del Fiorillo è dedicata al principe di Santobono, Marino Caracciolo, è scritta in napoletano e fiorentino, perché può essere compresa dai colti e dal popolo, in tre atti; il tema è l’amore ed i personaggi sono pastori (Pacione, Cola, Tadeo, Fiorillo) fanciulle (Lagrimosa, Ardelia), sacerdoti (Ministro), un satiro (Ombra ossia Lagrimora trasformata in satiro), divinità (Diana, Cupido) e personaggi mitologici (Echo, Voce di Ardelia).

Del 1611 è La Ghirlanda, stampata a Venezia, che, come la precedente è una ecloga in toscano e napoletano, dedicata al conte Fabio Visconti, in cinque atti, con l’aggiunta, rispetto alla precedente del personaggio del cittadino e delle Ninfe.

Di diverso genere è Li tre capitani valorosi, del 1621, edito a Napoli, dedicato a Marino Caracciolo, in cinque atti. Una commedia ambientata tra Firenze e Napoli, con personaggi tipici come i capitani ed i servi, in cui il tema principale è la vanagloria, come spiega l’autore nel prologo, che è sempre causa di rovina perché si ci allontana dal proprio reale carattere.

L’altra commedia è la Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Polcinella, in cinque atti, ambientata a Capua, di cui scoprirete tutto in queste due bellissime giornate.