Allarme baby gang nella movida di Santa Maria Capua Vetere. Piazza Adriano è diventata pericolosa

L'anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. Foto di Salvatore Marseglia

Santa Maria Capua Vetere – L’ennesimo allarme lanciato tramite la pagina di Ciò che vedo in città – SMCV da un cittadino (che ha preferito rimanere anonimo) non sorprende o non fa notizia più di tanto. Ormai il fenomeno delle baby gang e delle risse del sabato sera con lo sfondo dell’Anfiteatro Campano è diventato soltanto uno dei problemi da sopportare, al quale basta fare l’abitudine. Come il traffico, come le strade dissestate, come le tasse sempre più alte. Come se quei ragazzini non fossero minorenni, come se non fossero i figli della nostra città. Come se nell’antica Capua ci fossero ancora i gladiatori, anche se questo spettacolo non piace a nessuno.

Certo, il fenomeno delle baby gang, del bullismo, delle risse e delle violenze gratuite nei fine settimana, non esiste soltanto a Santa Maria Capua Vetere. Anche a Caserta, in piazza Margherita e zone limitrofe, si registrano spesso episodi sgradevoli ma è nella piazza antistante all’Anfiteatro che il fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti.

A tale proposito abbiamo sentito Donato Trepiccione, attivista politico e presidente di Ciò che vedo in città – SMVC. Donato ha tantissimi episodi violenti ed agghiaccianti da raccontare perché è alla pagina Facebook della sua associazione che i cittadini, presi dalla totale sfiducia nei confronti delle Istituzioni, preferiscono affidare denunce e segnalazioni di ogni genere invece che alle Forze dell’Ordine.

L’escalation di violenza va avanti da anni, in modo particolare a piazza Adriano e nella Villa Comunale. L’apice si è toccato durante l’estate 2018, naturalmente gli orari più “pericolosi” sono le sere dei week-end e dei giorni pre-festivi. Complici sono spesso l’alcol, le droghe e le dinamiche del branco.

Proprio nell’estate 2018 l’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere ha messo in campo gli agenti della Polizia Municipale. Pochi uomini, soltanto nelle sere d’estate, impegnati al contempo sul fronte della viabilità (a far rispettare la ZTL) sia a tenere l’ordine pubblico. Che la polizia cittadina abbia carenza di uomini e mezzi, problema comune anche alla città di Caserta, è un’altra storia ma quel presidio, pur scarso, era meglio di niente.

Col sopraggiungere dell’autunno e poi dell’inverno le forze di polizia hanno definitivamente abbandonato la piazza dell’Anfiteatro lasciando il campo libero al degrado. Con il freddo delle serate invernali, fisiologicamente, le presenze calano di molto ed i controlli sono meno necessari, almeno così si potrebbe pensare. Dunque niente controlli, motorini e macchine parcheggiati selvaggiamente, spacciatori liberi di lavorare serenamente e, ovviamente, sempre meno ragazzi “normali” ad affollare i bar di una piazza che stava lentamente rifiorendo, in una città che non ha più un centro storico, almeno non uno che i giovani abbiano voglia di frequentare.

L’alcol venduto a basso prezzo anche ai minorenni da esercenti senza scrupoli, talvolta addirittura privi dell’apposita licenza, è un’altra faccia del problema. Le bottiglie di vetro vuote usate come armi sono uno dei giocattoli preferiti dai piccoli vigliacchi per un gioco pericoloso e cruento che non si capisce come possa essere divertente.

I gruppi violenti sono formati da ragazzini di ogni ceto sociale, provenienti dalla città del foro e dalle zone limitrofe. Non è un caso che siano tutti minorenni: in una città che, come detto, non ha più un centro che sia sicuro e piacevole da vivere, chi dispone di un’automobile e di una patente (e chi non ha voglia di risse) preferisce spostarsi ad Aversa, a Caserta oppure ancora più lontano.

Così la piazza e la città lentamente muoiono mentre le istituzioni assistono impotenti.