Domani a Piedimonte Matese la presentazione ufficiale del progetto promosso dal GAL: un simbolo unitario e un portale web per trasformare l’offerta turistica del territorio matesino
Un’unica immagine per raccontare un’intera area geografica. È questa la scommessa del Gruppo di Azione Locale Alto Casertano, che domani pomeriggio, mercoledì 16, nella sala consiliare del Municipio di Piedimonte Matese, svelerà al pubblico il proprio marchio territoriale e la piattaforma online che accompagnerà il rilancio turistico della zona nord della provincia di Caserta.
L’appuntamento, in programma dalle 18, si inserisce nel percorso del Progetto Complesso di Comunità denominato “Un Turismo Smart per Riscoprire l’Alto Casertano”, sostenuto dai fondi PSR SRG06 del Piano di Sviluppo Rurale della Campania 2023-2027, nell’ambito della strategia di sviluppo locale portata avanti dall’ente presieduto da Francesco Imperadore e guidato operativamente da Pietro Andrea Cappella.
Un simbolo per fermare lo spopolamento
Alla base dell’iniziativa c’è una constatazione precisa: i piccoli centri dell’entroterra casertano rischiano l’abbandono, e per invertire questa tendenza serve un modello turistico nuovo, capace di tenere insieme paesaggio, produzioni tipiche, cultura materiale, tessuto imprenditoriale e comunità locali. Il marchio d’area nasce esattamente con questo obiettivo: costruire una rete che dia forza a un territorio frammentato.
Non si tratta di un’idea improvvisata. Come ricorda il presidente Imperadore, il GAL aveva già sperimentato questo percorso nelle passate programmazioni LEADER, ottenendo anche un riconoscimento come buona pratica da replicare. Ora però il progetto trova condizioni più favorevoli: da un lato l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, dall’altro il riconoscimento provvisorio delle DMO sulla costruzione della destinazione turistica, con il GAL in prima linea.
Il programma della giornata
Dopo i saluti del sindaco di Piedimonte Matese Vittorio Civitillo e dello stesso Imperadore, la tavola rotonda — moderata dal giornalista Gianfrancesco D’Andrea — entrerà nel vivo con l’introduzione del coordinatore Cappella. Seguiranno gli interventi tecnici di Carlo Hausmann, esperto di sviluppo rurale e marchi di qualità, di Sara Borrelli, specialista in qualità e sistemi informativi, e di Virgilio Maretto, esperto di analisi digitale del territorio, che illustreranno nel dettaglio il funzionamento del marchio e degli strumenti tecnologici collegati.
Spazio poi alle testimonianze dirette del mondo produttivo: Enrico Amico, titolare dell’azienda biologica AmicoBIO e presidente di Coldiretti Caserta; il maestro pizzaiolo Franco Pepe di Pepe in Grani a Caiazzo; Manuel Lombardi, volto noto del conciato romano e anima dell’agriturismo Le Campestre di Castel di Sasso; l’allevatore Davide Letizia, titolare dell’omonima azienda bufalina di Pietramelara. Chiuderà gli interventi Edward Trojanowski, presidente del GAL Zalew Zegrzyński, realtà della regione polacca della Mazovia, a nord di Varsavia.
Le conclusioni saranno affidate a Maria Carmela Serluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania.
Non solo un logo, ma un “marchio di comportamento”
Uno degli aspetti su cui insiste maggiormente il coordinatore Cappella riguarda la portata del progetto. Il simbolo scelto non vuole essere semplicemente un’etichetta turistica, ma un vero e proprio marchio d’area in grado di rappresentare l’Alto Casertano nella sua interezza: «Il visitatore non separa agricoltura, turismo, gastronomia, cultura, sport e paesaggio — spiega — ma vive un’esperienza complessiva».
Il secondo elemento qualificante riguarda gli standard volontari messi a punto dal GAL, che secondo Cappella non hanno una valenza puramente commerciale: «Vogliamo progressivamente costruire un vero marchio di comportamento, valorizzare prima di tutto le risorse umane e contribuire a creare una cultura comune dell’accoglienza e della qualità».
Due strumenti complementari
Il progetto si fonda dunque su due pilastri che si sostengono a vicenda: da una parte il marchio, che conferisce identità e qualità all’offerta territoriale; dall’altra il portale web, che permette di organizzare, raccontare e rendere accessibile tutto ciò che l’Alto Casertano ha da offrire. Una doppia leva — identitaria e digitale — con cui il GAL punta a rendere più smart e attrattiva una delle zone più ricche di potenziale, ma anche più fragili, della Terra di Lavoro.
Lo slogan scelto per il lancio riassume bene lo spirito dell’operazione: “Un territorio. Una rete. Un futuro da costruire insieme”.









































