“Altro che edificio in frack”: lettera dei genitori della scuola media “Stanzione” di Orta di Atella

E’ una lettera di sfogo e di denuncia quella inoltrata alla stampa dai genitori della scuola media “Stanzione” di Orta di Atella, delusi da promesse prive di concretezza e chiusure inaccettabili.

Doveva essere l‘anno della svolta e del cambiamento – scrivono i genitoril’anno in cui, finalmente, anche il nostro paese, carico di problemi, avrebbe visto il riscatto del diritto all’istruzione e lo avrebbe vissuto attraverso gli occhi degli alunni. Sarebbe stato l’anno in cui l’Istituto Secondario di I grado Massimo Stanzione in Orta di Atella avrebbe indossato il miglior abito di tutti i tempi, quello nuovo ed elegante..quello avente “il cilindro per cappello ..e sul candido gilet Un papillon”, come recita il testo di una vecchia canzone.

Tutto questo non è avvenuto e verrebbe da chiedersi se mai avverrà. “Migliorie agli edifici scolastici” invocava allegramente una ministra dalle rosse rime buccali. “Abbiamo stanziato milioni di euro per gli adeguamenti” incalzava un altro.

Noi genitori della scuola media ci siamo sentiti, da subito, dèi… privilegiati, fieri di essere residenti in un paese in cui quei milioni di euro fossero già realtà e con essi le migliorie e gli adeguamenti. Addirittura contavamo i giorni che ci separavano dall’avvio dei lavori, proprio come si fa con gli eventi importanti.

Poco ci ha poi interessato il fattore politico-comunale, perché, si sa, la sicurezza nelle scuole, la sicurezza degli stessi edifici scolastici è prerogativa imprescindibile che non può essere elusa o celata e cosa ancor più importante non può essere né svenduta né venduta come un “falso originale”. Questo credevamo noi genitori, fin troppo educati e rispettosi dei ruoli e di quella legalità che con forza stiamo cercando di far emergere tra le innumerevoli problematiche del paese.

Ma si sa, gli uomini restano tali e i caporali aumentano e noi ci siamo ritrovati un Ente comunale totalmente assente di uomini ma retto da tre caporali. Al lettore poco interesserà sapere chi c’era e chi c’è, perché sinceramente non interessa neppure a chi ha l’ardire di scrivere queste poche righe.

Poco interesserà anche sapere se ci siano colpe e responsabilità oppure se trattasi di organizzazione amministrativa. Oggi, fermamente, crediamo che sia giunto il momento di dare libero sfogo alla libera espressione di amarezza. La nostra cittadina, nel marzo del 2019, si è vista assegnare l’importo di euro 980.000,00 per gli “Interventi di messa in sicurezza della SCUOLA MEDIA MASSIMO STANZIONE” e nel maggio del 2020 è stato aggiudicato il relativo appalto.

Nell’ottobre del 2019, ancora, perveniva “Autorizzazione al diverso utilizzo” di € 236.494,19 per “Miglioramento strutturale degli edifici scolastici – Stanzione e Novio”. Anche in questo caso l’iter si è concluso con l’aggiudicazione dell’appalto. Appalto che “tenuto conto delle criticità del manto di copertura” – della scuola media – avrebbe previsto “nel Progetto Definitivo, lavorazioni riguardanti il ripristino del manto impermeabile e l’eliminazione del pericolo costituito dai muretti di coronamento del terrazzo di copertura”.

Infine, la scuola media è stata dotata di un nuovissimo impianto di riscaldamento a metano. I nostri figli non avrebbero più sofferto il freddo. Insomma, tralasciando quella sottilissima linea del dovere di fornire un “diritto allo studio” in sicurezza, noi genitori ci saremmo sentiti finalmente appagati di tanta attesa.

Ma ahinoi la realtà è tutt’altra e oggi ci svegliamo dal sogno. Impianto di riscaldamento ancora imballato, interventi di messa in sicurezza rinviati (sperando che si ricevano le dovute autorizzazioni) e, la ciliegina, lavori per il miglioramento degli edifici scolastici e rifacimento del manto di copertura della scuola media, ANNULLATI con determina in autotutela nell’ottobre del 2020, perché: l’espletamento di una gara d’appalto, di fatto, senza copertura finanziaria, benché fondata su atti provvisti di favorevole parere contabile, esponendo l’Ente a future e dannose responsabilità.

Una catastrofe. Nel frattempo si alternano le ordinanze statali a quelle regionali, volano i DPCM e i continui cambiamenti delle linee guida del CTS. La nostra ministra dalle rosse rime buccali nei vari talk-show continua a dire: andrà tutto bene per i nostri alunni. Siamo pronti per accoglierli in sicurezza. Arrivano anche i banchi monoposto, ma si allontanano sempre più le speranze di un nuovo abito per la nostra scuola. Solleciti, richieste di appuntamento, richieste di informazioni, ma tutto tace. Come tanti, anche noi vorremmo che i nostri ragazzi ritornassero quanto prima in presenza, ma le condizioni restano quelle descritte e la nostra scuola continua a fare acqua da tutte le parti”.