Amianto abbandonato a pochi metri dalla fontana di Diana e Atteone

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San Leucio (Caserta) – Percorrendo via Giardini Reali ad un centinaio di metri prima dell’oasi WWF c’è via Maria Cristina di Savoia, la strada che conduce al cancello della parte estrema dei giardini della Reggia. Il cancello è chiuso da molti anni oppure viene aperto solo in occasioni eccezionali, ma già guardandoci oltre ci si può rendere conto che ci troviamo alla fine della peschiera grande e vicino alla splendida fontana di Diana e Atteone, esattamente quella sovrastata dalla Grande Cascata. E’ una strada chiusa insomma, un po’ isolata, ma comunque ci sono accessi di alcune abitazioni private situate nel primo tratto della suddetta.

In queste giornate ormai estive a San Leucio c’è un via vai di podisti che celebrano il loro rituale allenamento specialmente prima della prova costume ormai imminente. Preoccupato anch’io della mia forma fisica, ho deciso di inaugurare proprio oggi, nel solstizio d’estate, i miei allenamenti. Mentre ero nel pieno dell’iperventilazione dopo aver attraversato la salita a passo di marcia sostenuto, imboccando dunque via Maria Cristina di Savoia, purtroppo mi sono reso conto del degrado e dell’abbandono in cui versa quella zona in cui oltre l’incuria da mancata manutenzione e pulizia ordinaria è diventata un covo di rifiuti anche molto pericolosi.

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Oggi c’era un bel vento nella mattinata, quando ho visto all’improvviso in un angolo un bel po’ di lastre di amianto abbandonate divelte probabilmente da una copertura. In verità ho trattenuto il respiro, attonito di fronte ad uno spettacolo a dir poco vergognoso e molto preoccupato che qualche microparticella potesse arrivare nei miei polmoni. Parafrasando il famoso mito della dea della caccia avrei dovuto essere stato trasformato anch’io in un cervo per essere reso impossibilitato a riferire non le nudità avvenenti delle dee bensì lo scempio in cui si sta riducendo il nostro bellissimo borgo settecentesco.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti tossici e pericolosi come l’amianto di chi è competenza? A questo punto bisognerebbe segnalarlo ai vigili urbani? E magari arriverebbero pure dopo un po’ di giorni a ricoprirlo di teli di plastica per impedirne lo spargimento nell’ambiente, come è già stato fatto lungo la strada più sopra verso Castel Morrone, prima dell’incrocio che porta a Caserta Vecchia. E poi quanto tempo passerebbe prima della rimozione?

Il meccanismo è perverso, le istituzioni assenti e i cittadini impotenti. La burocrazia è talmente farraginosa (basta vedere procedure e costi consultando un po’ su Google alla voce smaltimento amianto) che il cittadino è costretto a diventare fuorilegge a danno degli altri e di sé stesso.