“Amore e morte”, excursus musicale dal Medioevo ai giorni nostri su ciò che l’amore e la morte rappresentano per l’essere umano

Ieri sera, presso l’Aula Magna della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Napoli, si è tenuto un concerto per la chiusura dell’anno accademico, fortemente voluto dal Prof. Emerito Giorgio Agnisola.

Il gruppo strumentale “Ensemble da Baubo’ a Beatrice“, totalmente al femminile, si è esibito con un repertorio dal tema “Amore e morte“, un excursus musicale dal Medioevo ai giorni nostri su ciò che l’amore e la morte rappresentano per l’essere umano: la passione tra le anime, la Passione nella religione, l’ultimo viaggio dell’esperienza dove la morte supera se stessa, la vita oltre la morte.

Attraverso i brani eseguiti il numeroso pubblico ha potuto partecipare ad un viaggio nel tempo passato, quando le musiche medievali erano anonime e atonali, immaginando monasteri ed atmosfere celestiali grazie agli strumenti scelti (violino, cembalo, liuto, chitarra battente, flauti, tamburo) e nel tempo presente con il “Ballo in fa diesis minore” di Angelo Branduardi.

L’insieme strumentale , nato un anno fa, è composto dal soprano Francesca Paola Zaza d’Aulisio, la pianista/cembalista Gloria d’Alterio, le flautiste Maria Agnese Antenucci e Silvana Lucibello, la violinista Nella Nero e si avvale della preziosa collaborazione dei chitarristi/mandolinisti Franco Natale e Sergio Prozzo e del percussionista Franco Faraldo (ex componente della nuova Compagnia di Canto Popolare).

Il gruppo nasce in occasione della Festa della Donna 2018 con un concerto dedicato e pensato dalle donne per le donne ed ha al suo attivo numerosi concerti, tra cui quello tenuto alla Reggia di Caserta nella sala del Trono (giugno 2018), all’evento Arte&sport ViviSanLeucio (settembre 2018),”Un giorno al Museo Campano” nel giorno di S.Valentino (2019), Natale in musica a Capua (2018).

Il repertorio della serata, molto ben riuscita, è stato incentrato sul contrasto dei due sentimenti che, universalmente, muovono l’animo umano, nel bene e nel male: la passione amorosa e la sofferenza, alternando la visione religiosa a quella profana nel contesto musicale.

L’apertura che ha dato il titolo al concerto è stata di un’aria di Donizetti,”Amore e morte”, magistralmente interpretata dal soprano Francesca Paola Zaza d’Aulisio, la quale ha deliziato gli animi con tutti gli altri brani accompagnati dagli strumentisti. Nel ciclo medievale è stato inserito un brano che si eseguiva nella cattedrale di Notre Dame, per ricordare il triste evento accaduto qualche tempo fa, mentre del periodo barocco il più noto è stato senz’altro “Erbarme dich” dalla “Passione secondo S. Matteo” di Bach, dove il violino e la voce hanno creato suggestioni fortissime, mentre Purcell ed Handel (con l’Ode a S.Cecilia) hanno messo gli ascoltatori in condizione di gustare lo stile ed il virtuosismo dei musicisti.

Insieme al soprano ha cantato in duo il mezzosoprano, nonchè flautista, Maria Agnese Antenucci, con leggiadrìa e tenerezza nella “Barcarolle” di Hoffmann (periodo romantico), mentre la cavatina “Alle mie tante lagrime” di Giuliani, eseguita dal soprano, veniva accompagnata alla chitarra da Franco Natale.

Verso la chiusura, a sottolineare l’amore e la passione incontenibile di due amanti, Silvana Lucibello ha recitato i versi di una poesia di Catullo,”A Lesbia”, con un delicato sottofondo pianistico, “Saluto d’amore” di Elgar.

L’atmosfera, volutamente in crescendo, ha guidato il pubblico attento e ricettivo verso una chiusura moderna con l'”Inno all’amore” di Monnot e “La muerte del angel” di Piazzolla, brano virtuosistico di grande effetto. Il brano conclusivo ha coinvolto nel canto i partecipanti, “Sono io la morte” di Branduardi, versione “scenica”, proposta da Silvana Lucibello, con una falce che sfida la vita, ma che non riesce nel suo intento. La vittoria però è oltre, oltre la morte: la vita trionfa sempre e con la musica crea comunicazione tra le anime: questo il messaggio che si è voluto lasciare per una riflessione finale. A grande richiesta, il bis di “Strike the viol”, ritmicamente accompagnato dal battito delle mani del pubblico, ed eseguito da tutti i musicisti.

Programma

“Amore e morte” (Donizetti), aria da camera
“Stella splendens”  dal Llibre Vermeill de Monserrat anonimo XIV sec.
“Ad mortem festinamus” dal Llibre Vermeill de Monserrat anonimo XIV sec.
“Victimae pascali” (Wippone)
“The soft complaining flute” (Handel), cantata dall’Ode per S. Cecilia
“Strike the viol” Lied, (Purcell)
“Erbarme dich mein Gott” (Bach), dalla Passione secondo S.Matteo
“Alle mie tante lagrime” (Giuliani), cavatina
“Barcarolle” (Offenbach), dall’opera “Le contes d’Hoffmann”
“Saluto d’amore” (Elgar)- con lettura di “A Lesbia” di Catullo
“Inno all’amore” (Monnot)
“La muerte de l’angel” (Piazzolla)
“Ballo in fa diesis” (Branduardi), Sono io la morte

Ensemble “Da Baubo’ a Beatrice”

Francesca Paola Zaza d’Aulisio,  soprano
Maria Gloria D’Alterio,  pianoforte – cembalo – organo
Maria Agnese Antenucci, mezzosoprano – flauto
Nella Nero, violino
Silvana Lucibello, flauto – voce – voce recitante

Maestri accompagnatori

Franco Natale, chitarra – chitarra battente – mandolino
Sergio Prozzo, mandolino – liuto
Franco Faraldo, percussioni

 

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