Anche a Caserta è boom di furti di marmitte catalitiche. Ecco perchè e come difendersi

Anche a Caserta è boom di furti di marmitte catalitiche. Ecco perchè e come difendersi

Le marmitte catalitiche vanno a ruba anche a Caserta. E dopo Stati Uniti, Europa e grandi città italiane, anche a Caserta da un po’ di tempo a questa parte i furti di marmitte catalitiche sono diventati all’ordine del giorno.

E le denunce arrivano dall’intera provincia, sia da parte dei cittadini sia dai titolari delle officine di autodemolizione.

furto marmittaE così, mentre fino a qualche tempo fa era tristemente abituale vedere per strada automobili con i vetri sfondati da ladri in cerca di autoradio, oppure private delle gomme, oggi lo scenario più frequente è quello di vedere macchine senza marmitta e, qualche volta, con il paraurti posteriore sfondato da manovre predatorie che necessitano solo di un seghetto e pochi minuti di lavoro.

Il motivo dell’esplosione di questo fenomeno criminale è legato al fatto che le marmitte catalitiche sono composte da diversi metalli preziosi, tra questi vi è il palladio il cui valore di mercato negli ultimi mesi ha avuto un vero e proprio boom. A ciò si è aggiunto il sempre più alto tasso di disoccupazione che sta investendo la già fragile economia del territorio messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e dal lockdown .

E così, mentre da un lato si registra la diminuzione dei furti in appartamento, dall’altro le automobili parcheggiate in strada, nelle aree condominiali o  nei garage, non hanno scampo.

I ladri non prendono di mira le auto in base al loro valore complessivo, ma solo in base al potenziale profitto che possono ottenere dal furto del catalizzatore. Sono appetibili, quindi, anche le auto più vecchie, anche se sembrerebbero essere i Suv e le Smart le prede più ambite dai ladri.

Il motivo di questi furti, così come quello dei radiatori, è tutto legato ai metalli che contengono:

all’interno del catalizzatore sono presenti, infatti, metalli nobili quali platino, palladio e rodio, mentre dai radiatori si ottiene rame; tutti materiali che, una volta rivenduti, possono fruttare un buon guadagno. A determinare quest’ultimo, ovviamente, ci pensa il mercato dei preziosi, esattamente come fa per determinare il prezzo di un anello d’oro o di un pieno di benzina.

palladioEd è in ascesa costante il prezzo del palladio.  Secondo gli analisti questo aumento rapidissimo del valore di questo raro metallo è dovuto principalmente a un fattore: un’offerta costantemente in diminuzione a fronte di una domanda in aumento, in particolare da parte del mercato automobilistico ed è probabile che continui questa tendenza, dato che gli standard ambientali si stanno restringendo in tutto il mondo.

La demonizzazione delle auto con motore diesel, che utilizzano il platino come catalizzatore nella marmitte, ha portato ad un aumento di vendite di veicoli a basso tasso di emissioni inquinanti con  richieste ai produttori che nelle marmitte catalitiche venga introdotto il 30% in più di palladio.

La marmitta catalitica è come un piccolo reattore chimico incorporato nel sistema di scarico dell’automobile. La struttura di ceramica a nido d’ape è rivestita di una pellicola sottile di metalli catalizzatori (che facilitano le reazioni chimiche) come palladio, rodio e platino.

In particolare il palladio ha la proprietà di rendere più veloce la reazione di ossidazione dell’ossido di carbonio e degli idrocarburi incombusti facendola avvenire già a 300 °C, una temperatura molto più bassa di quella che si realizza in una fiamma o nei cilindri del motore.

Tra l’altro l’alto valore di questo metallo ha attirato anche l’attenzione di malintenzionati che hanno preso di mira proprio le marmitte catalitiche dei Suv per appropriarsi di ciò che di prezioso c’è al loro interno. Dai furti di queste marmitte si riesce a recuperare un valore di un centinaio di euro.

Come ci possiamo difendere?

Una marmitta catalitica estraibile (come le vecchie radio) non sarebbe pratica. Scambiare il Suv con una Ferrari (notoriamente molto più bassa da terra) anche quello avrebbe qualche problema. Nel futuro, sicuramente i costruttori progetteranno i veicoli in modo tale che la marmitta non sia facilmente accessibile; ma ci vorranno anni.

A lungo andare, comunque, la questione di furti è semplicemente un riflesso del fatto che le marmitte sono costose e che lo sono per il fatto che metalli preziosi. Sono preziosi perché sono rari. Via via che estraiamo, per esempio, il platino, diventa sempre più costoso andare a cercarlo in depositi minerali sempre meno concentrati.

Col tempo, produrre marmitte catalitiche a prezzi ragionevoli diventerà sempre più difficile; al punto che potremmo non potercele più permettere. Visti i recenti aumenti di prezzo di tutte le risorse minerali, questo momento potrebbe non essere tanto lontano nel futuro.

marmittaRiciclare può alleviare il problema, ma non lo risolve completamente. Un problema è che la marmitta catalitica perde continuamente un po’ di metalli via via che si viaggia, sparpagliandoli in giro. Sono quantità piccole, ma non trascurabili e non le si potranno mai più recuperare. Inoltre, molti veicoli vanno a finire in zone remote del mondo, dove mancano le infrastrutture per riciclare le marmitte. Oppure finiscono abbandonati dove è difficile o impossibile recuperarli. Tutti questi fattori fanno si che oggi a livello mondiale non si ricicla più del 50-60% dei metalli del gruppo del platino dalle marmitte catalitiche.

Vediamo quindi che le marmitte catalitiche ci mettono davanti un problema insormontabile: quello dell’esaurimento dei minerali rari e preziosi. Se, da una parte, si potrebbe pensare di sostituire il petrolio con combustibili rinnovabili (per esempio i biocombustibili, anche se sono rinnovabili solo in teoria), non c’è nessun modo di produrre del “platino rinnovabile” e non siamo in grado, per ora, di fare delle marmitte catalitiche che non usano metalli preziosi.

E’ un altro fattore, oltre all’esaurimento del petrolio e all’emissione di gas serra, che ci deve spingere ad abbandonare, prima o poi, la tecnologia ormai obsoleta dei motori a combustione.