#AnneFrank – Vite Parallele Un docufilm contro le nuove barbarie antisemite

In questi giorni, nelle sale cinematrografiche, viene proiettato il docufilm #AnneFrank – Vite Parallele, regia di S. Fedeli e A. Migotto, con Martina Gatti ed il Premio Oscar Helen Mirrer, colonna sonora di Lele Marchetelli, in esclusiva fino a mercoledì di questa settimana.

Il film ripercorre la vita di Anne Frank attraverso la lettura di alcuni brani tratti dal suo famoso Diario, correlati alle vicende biografiche di alcune donne ebree sopravvissute allo sterminio nazista, quando erano bambine o adolescenti.

In una intervista, la Mirren ha espresso il forte desiderio di girare questo documentario, in quanto, a causa della morte dei testimoni dei campi di concentramento e del problema attuale dei forti contrasti che si stanno generando con l’arrivo dei migranti, a volte additati come portatori di caos, malattie e criminalità, si sta dimenticando quanto l’uomo possa essere crudele verso le altre razze. Quindi un monito, forte e preciso, contro questa caccia/condanna dello straniero, partendo proprio dalle pagine scritte dalla ragazza ebrea.

Ad essere ricordate anche altre donne, che, per noi, apparentemente, sembrano solo nomi, Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana ma in realtà sono preziose testimonianze di chi ha visto l’inferno ed è ancora in grado di raccontarlo.

Questo film, in realtà, può essere visto come una risposta alla barbarie che, da diverso tempo a questa parte, hanno visto protagonisti dei gruppi contro simboli ebrei o contro la popolazione ebraica.

Cimiteri ebraici profanati: una triste replica

In Baviera, nel mese di marzo del 2007, furono profanate moltissime tombe di ebrei tedeschi del cimitero di Diespeck, senza che si sia riuscito a capire le motivazioni, se il gesto era da ritenersi un devastante atto vandalico o una presa di posizione antisemita. La settimana precedente, infatti, un asilo nido ebraico di Berlino fu incendiato e vandalizzato con scritte antisemite.

In Alsazia, nel 2015, un branco di giovani ha ridotto in uno stato pietoso il sepolcreto semitico, giustificandosi col dire che per loro era abbandonato.

Negli Stati Uniti, a febbraio del 2017, nel camposanto israelita di Philadelphia a pochi giorni da un episodio analogo nel Missouri, furono danneggiate molte sepolture. Questi eventi furono causati da una campagna elettorale molto ambigua di Donald Trump, che spesso aveva fatto riferimento alla supremazia bianca, tanto che a New York riapparvero le svastiche disegnate sui muri, sebbene lo stesso imprenditore, dopo essere stato eletto presidente, abbia fortemente condannato questi attacchi.

Il 13 maggio del 2017 furono devastati i tumuli degli ebrei romani del Verano, da parte di un gruppo di ragazzi senza alcun motivo apparente né legati ad una ideologia estremista.

L’ultimo episodio di pochi giorni fa in Danimarca ed è caccia ai colpevoli.

Cimiteri ebraici profanati: neonazismo o vandalismo?

Rileggendo ora questi episodi, non possiamo affermare, per tutti i casi descritti, che siano esempi di una rinascenza neonazista pronta ad affondare di nuovo nell’oblio e nella devastazione la comunità ebraica ma, in molti casi, si parla di atti di vandalismo compiuti da giovanissimi.

Sì, purtroppo, parlo di giovani, che probabilmente non ricordano che cos’è stato lo sterminio degli ebrei o non sanno che atti incivili come questi si legano spesso a ideologie estremiste, che, penso, non conoscono nemmeno. Allora il divertimento di spaccare lapidi, rovesciare iscrizioni, incendiare porte diventa una bravata per sentirsi grandi e forti.

Si pone a questo punto la domanda: ma c’è ancora il rispetto per i morti, di qualsiasi nazionalità o religione essi siano? Oppure tende ormai a decadere completamente il famoso incipit della poesia di Sergio Gabellini che siamo tutti uguali davanti alla morte?

Questa forma estrema di razzismo che vuole colpire i morti è ancora più brutale ed ignominiosa, in quanto dissacra tutti i valori umani e religiosi da parte di giovani nichilisti che non hanno ancora compreso cosa sia il rispetto del genere umano.  

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