Antonella Leardi e Veronica Bokambanza a Caserta, due madri a confronto con la morte dei propri figli

Serata in memoria di Pietro Cremonese, la visita della mamma di Ciro Esposito

Pietro Cremonese e Ciro Esposito, due giovani uomini, due ragazzi le cui vite sono state stroncate da un ambiente malato.

Pietro, 25 anni uno sportivo, promessa della Boxe di Caserta, tre volte campione d’Italia dilettanti, ucciso da  una overdose e Ciro un ragazzo semplice, tifoso del Napoli ammazzato a Roma nel corso degli scontri tra tifosi durante una partita di Coppa Italia tra Napoli Fiorentina a soli 29 anni.

Due ragazzi pieni di vita, prospettive, speranze, a cui questa società insana ha tolto ogni possibilità di dare il proprio contributo. A combattere sono rimaste due donne, le loro mamme, Veronica Bokambanza e Antonella Leardi.

Pietro CremoneseDue donne incapaci di arrendersi alla memoria dei figli senza almeno dare un significato a quella morte così inaspettata e tragica, che continuano a combattere per parlare ai giovani, per motivarli ad una esistenza più sana, che si arricchisca di valori piuttosto che di esperienze negative, anche di fede perché no.

Veronica e Antonella infatti si sono incontrate in questo cammino di speranza e forza che porta il nome di Gesù e hanno deciso di non fermarsi solo a piangere la morte dei propri figli ma di portare una testimonianza di pace e perdono.

Venerdì 24 gennaio presso la sala del Chico Cris Bar di Via di Nardo a Caserta, le due donne insieme al Pastore Mario Ambrosone, responsabile della comunità evangelica Nuova Pentecoste di Santa Maria Capua Vetere, hanno incontrato una rappresentanza di giovani della città e soprattutto del Rione Tescione in memoria di Pietro Cremonese, quartiere dove il giovane è nato e cresciuto.

È stata una serata di confronti, di racconti, di storie di vita e anche di preghiera, guidati dal Pastore Mario, per dare un valore al ricordo di questi due figli, riempire di significato una cosa assurda come sempre è la morte di un ragazzo.

“Oggi non possiamo più stringere a noi i nostri figli – hanno commentato Veronica e Antonella – ma possiamo ancora portare una parola di redenzione in mezzo a quei ragazzi a cui forse serve la testimonianza di una vita spezzata per rendersi conto dell’importanza dei giorni che vivono, che non possono essere sprecati nemmeno per un minuto, che lo sport deve fare bene e non male, che c’è ancora speranza anche per loro”.

All’evento era presente la giornalista capuana Miriam D’Amico, di Dolcemora TV, nell’immagine di copertina tra Veronica ed Antonella, insieme al cameraman Gino Cocciardo che hanno reso possibili le riprese dell’iniziativa e la produzione del video che abbiamo pubblicato.

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