Anziani a Caserta, lettera aperta al Sindaco di una figlia: “Serve uno spazio polifunzionale vero per loro”

Ill.mo Sig.Sindaco,

mia mamma ha compiuto ottantuno anni quattro mesi fa e speravo di riuscire ad organizzare una qualsivoglia forma di attestazione a quella che è stata la sua vita consumata solo nei doveri. Grandi meriti non ne ha avuti se non quello di aver scelto Caserta quale Città per far crescere da sola le sue 4 figlie, essersi impegnata come insegnante elementare, aver accudito la nostra nonna malata di Alzheimer.

Il suo tempo l’ha sempre dedicato alla scuola e non si è mai sottratta agli impegni durissimi riservati a chi è sola. È stata sola tutta una vita: orfana di padre, la miseria più nera, la guerra e il dopoguerra, la madre che per farla studiare si è spaccata le mani e la schiena. Non ha mai avuto tempo da dedicare alle relazioni sociali.

Voleva solo lavorare ed impegnarsi nella società facendo crescere eserciti di bambini sotto il segno della cultura. Mamma oggi mi sta scivolando dalle dita, ogni giorno che passa perde pezzi di memoria, diventa sempre più insicura come il suo passo traballante. Mi sono messa alla ricerca di un asilo dove poterle far fare arteterapia, musicoterapia, inclusione sociale.

Che non sia uno studio medico dove le dicano che terapie intraprendere per rallentare la sua degenerazione cerebrale nè un circolo dove spesso gli anziani si incontrano per giocare a carte. Caserta è sguarnita di una struttura dove fare attività creative, parlare di sicurezza e salute magari far fare una piccola attività di yoga oppure l’orticello.

Ne stiamo parlando in un gruppo su Facebook, CCVIC – Ciò che vedo in città Caserta, e domani ci sarà un incontro per abbozzare questo progetto. Semmai riuscissimo a definirlo, mi piacerebbe poter pensare ad un contributo del nostro Comune che ci indichi un luogo dove poter fare questi incontri.

Questo mi permetterà di riuscire a dare una risposta positiva alla sensazione di frustrazione che sto vivendo: perdere mamma ma almeno aver provato a darle dei progetti più interessanti che non siano le passeggiatine pomeridiane. Considerando, poi, che come mia mamma molti anziani vivono la stessa condizione. Ringrazio per la Sua attenzione e le auguro una buona giornata“.

Una sua cittadina

Questa lettera è stata scritta da una cittadina di Caserta, una figlia preoccupata per una mamma che ha iniziato un duro, durissimo percorso di malattia, ma che, aldilà delle ovvie terapie medicali, avrebbe molto bisogno di trovare stimoli nella sua quotidianità.

Il fenomeno della solitudine sociale degli anziani è dilagante in numerose città, una vera piaga soprattutto nelle metropoli, ma anche nelle città di provincia la tematica è all’ordine del giorno. In estate poi il problema si acuisce, le città chiudono, così i negozi, i servizi vengono ridimensionati e troppo spesso gli anziani restano soli.

Senza entrare nel merito delle organizzazioni familiari, la questione badanti, le case di riposo, ci rendiamo conto che la faccenda ha una serie di risvolti sociali davvero preoccupanti. Cosa si può fare allora in questo periodo in cui tutto diventa più difficile? Affidarsi alle associazioni, come Croce Rossa, Caritas e alle numerose iniziative autonome sui territori.

Per esempio cosa offre la città di Caserta a tal riguardo?

Sul portale del Comune troviamo:
Centro sociale polifunzionale anziani – Il centro sociale polifunzionale per anziani offre agli anziani una concreta possibilità di incontro e di socializzazione. Il servizio prevede una programmazione di attività di tipo culturale e di socializzazione atta a favorire il ripristino delle relazioni sociali.

Destinatari: cittadini ultra sessantenni, residenti sul territorio dell’Ambito C7 (Comune di Caserta, Casagiove, Castel Morrone, San Nicola la Strada).

Chi contattare
Ufficio Amministrativo Servizio Politiche Sociali
Via San Gennaro, 8-12, Caserta, Caserta, 81100, Campania, Italia
Struttura di appartenenza: Servizio Politiche Sociali
Telefono: 823273676
Indirizzo email: angela.vecchione@comune.caserta.it

Il Centro, e meno male che c’è, almeno dalla testimonianze però, non è così “polifunzionale”: “L’ho frequentato molto per alcuni anni – testimonia una signora sul gruppo di cittadinanza attiva Ciò che vedo in Città Casertapurtroppo tutte capannelle e poca comunicabilità se non giochi o a carte con posti fissi e litigate varie. Poi più niente se non quella settimana fuori per il mare“.

E allora? Ci sono varie altre associazioni che pur sono attivissime sul territorio, come l’Auser a Caserta che da anni è impegnata con la terza età, e organizza varie attività e laboratori, anche in collaborazione con altre associazioni.

Le attività sono svolte da socie e soci volontari, che mettono a disposizione le loro competenze e le loro passioni.

“Dopo le limitazioni della pandemia – racconta Rosa Maria Clemente nuova presidentessa dell’Auser di freschissima nomina –  speriamo di riprendere a pieno ritmo già da Settembre., appena risolto il problema della sede.

Nel frattempo, si è appena concluso il soggiorno marino a Praia a Mare, si stanno riprendendo i contatti col teatro Diana di Napoli, per la nuova stagione, e con le terme di Telese per organizzare il bus che accompagna i partecipanti.

Non disponendo di supporto da parte del comune e/o di altri enti, le attività sono autofinanziate dalle quote individuali.

Non siamo in grado, però, di offrire trasporti o attività rivolte a persone non autosufficienti, con funzioni riabilitative vere e proprie. Auspichiamo di poterlo fare in futuro, con una migliore/maggiore interlocuzione, fattiva e concreta, con le istituzioni del territorio.
Per altre informazioni: auser.caserta@libero.it

E se scartabelliamo su Google troviamo sicuramente altri servizi, sempre risicatissimi in estate però, che vanno provati uno alla volta. L’idea che sarebbe invece auspicabile è quella di un centro dove quotidianamente ci sia la possibilità di un ritrovo, non un parcheggio, ma un asilo, un luogo in cui poter fare ciò che si preferisce, leggere, ballare, ascoltare musica, vedere un film, stare insieme, corsi di cucina, di disegno, di cucito, insomma chi più ne ha più ne metta.

Una utopia? E chissà, a volte lanciano un sasso in uno stagno succedono cose incredibili.