Apertura anticipata di ristoranti e bar al Sud: il Tar della Calabria boccia l’ordinanza di Jole Santelli

Al ristorante al tempo del Covid
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Il TAR Calabria con sentenza n. 841/2020 emessa in data odierna (9.maggio 2020) ha dichiarato illegittima l’ordinanza della Regione Calabria avendo questa, nella persona del Governatore da poco eletto, Jole Santelli, autorizzato la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie e agriturismo con somministrazione esclusiva all’aperto.

Nelle motivazioni del ricorso depositato dall’Avvocatura dello Stato deducendo la violazione delle competenze dello Stato disciplinate per l’emergenza Covid-19 e contenute nel decreto legge del 25 marzo scorso.

In particolare nel ricorso viene ribadito che “Spetta al presidente del Consiglio dei Ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall’articolo 3, comma 1, dl n. 19 del 2020, che però nel caso di specie è indiscusso che non risultino integrati”, l’Avvocatura ha sostenuto che l’ordinanza regionale conteneva alcune previsioni che “anticipano l’efficacia di disposizioni di allentamento delle misure restrittive di contrasto e contenimento del contagio da Covid-19 che il Dpcm del 26 aprile 2020 introduce solo a partire dal 4 maggio 2020”, ed altresì “risulta emanata senza alcuna previa interlocuzione formale con il governo” e poi “un iter istruttorio lacunoso, privo di alcuna argomentazione scientifica”.

L’ordinanza n. 37 del 29 aprile della Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli viene annullata e motivata con la summenzionata sentenza dei giudici amministrativi di Catanzaro con un Tribunale composto da, – presidente Giancarlo Pennetti, relatore Francesco Tallaro – che ha ritenuto fondato tra gli altri il motivo per cui l’ordinanza del Presidente della Regione Calabria «sarebbe priva di un’adeguata motivazione, non sarebbe stata supportata da una valida istruttoria, sarebbe illogica e irrazionale».

Inoltre i giudici amministrativi precisano che:- «Non a caso, le restrizioni dovute alla necessita di contenere l’epidemia sono state adottate, e vengono in questa seconda fase rimosse, gradualmente, in modo che si possa misurare, di volta in volta, la curvatura assunta dall’epidemia in conseguenza delle variazioni nella misura delle interazioni sociali. Un tale modus operandi appare senza dubbio coerente con il principio di precauzione, che deve guidare l’operato dei poteri pubblici in un contesto di emergenza sanitaria quale quello in atto, dovuta alla circolazione di un virus, sul cui comportamento non esistono certezze nella stessa comunità scientifica».

E’ altrettanto ovvio per i togati che «l’ordinanza regionale motiva la nuova deroga alla sospensione dell’attività di ristorazione, mediante l’autorizzazione al servizio al tavolo, con il mero riferimento del rilevato valore di replicazione del virus Covid-19, che sarebbe stato misurato in un livello tale da indicare una regressione dell’epidemia. E però ormai fatto notorio – spiega il Tar Calabria nell’odierna sentenza breve – che il rischio epidemiologico non dipende soltanto dal valore attuale di replicazione del virus in un territorio circoscritto quale quello della Regione Calabria, ma anche da altri elementi, quali l’efficienza e capacita di risposta del sistema sanitario regionale, nonché l’incidenza che sulla diffusione del virus producono le misure di contenimento via via adottate o revocate (si pensi, in proposito, alla diminuzione delle limitazioni alla circolazione extraregionale)».

L’unica osservazione che potrebbe interferire sulla decisione dei giudici sarebbe l’eccezione di inammissibilità del ricorso del Governo effettuata dalla Regione, a mio sommesso avviso corretta, per difetto di giurisdizione ricadendo la controversia nella competenza della Corte costituzionale.

Anche se la Regione ha rimarcato la “assoluta legittimità’” del provvedimento adottato dal Presidente Santelli, definito “pienamente conforme ai principi di adeguatezza e proporzionalità, richiamati dal dl 19/2020 che richiedono di modulare le misure limitative di prerogative costituzionali al ‘rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio’”.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco