Arrestato don Michele, i retroscena dell’indagine e il commento della iena Pecoraro

Casapesenna (Caserta) – Sono stati arrestati all’aeroporto di Napoli, al ritorno da un pellegrinaggio, l’ormai ex sacerdote don Michele Barone e i genitori della piccola Giada, nome fittizio dato all’adolescente vittima di abusi nel servizio de “Le Iene”. Erano tutti insieme quando i poliziotti della squadra mobile di Caserta hanno stretto loro le manette ai polsi. Il prete ha passato la sua prima notte in carcere mentre per i genitori della ragazzina, così come per il poliziotto complice di don Michele, sono stati disposti i domiciliari.

A poca distanza da loro c’era anche Gaetano Pecoraro, l’inviato della trasmissione di Italia 1 che si è occupato dell’assurda vicenda e che era sul posto per incontrare di nuovo don Michele. Una volta appresa la notizia del suo arresto, il giornalista l’ha commentata con un video pubblicato sulla sua pagina ufficiale.

Emerge intanto un altro retroscena sull’inchiesta lampo aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. A far scattare i primi sospetti su don Michele il suicidio di un ragazzo di Maddaloni avvenuto qualche tempo fa: il giovane infatti conosceva il parroco e in base alle indagini avrebbe subito riti di esorcismo e avuto contatti con delle sette. Dai primi controlli effettuati seguendo questa pista sono emersi poi gli altri casi di esorcismo, decisi e praticati deliberatamente da don Michele senza averne alcuna autorizzazione, e poi le violenze commesse ai danni di diverse donne,  costrette a compiere e subire atti sessuali o obbligate, nel caso di Giada con il consenso dei genitori, a non mangiare regolarmente e a non assumere i medicinali necessari per affrontare alcune patologie.