ARS ET VITA, “Quando San Leucio era la città della Seta”. Il 27 giugno il video dell’Associazione Corteo Storico Real Colonia di San Leucio

…”Il suono delle sirene segnava l’inizio del lavoro e il fumo delle ciminiere del Belvedere si levava alto nel cielo”… Tratto dal libro omonimo di Mario Pignataro con testimonianze, racconti, filastrocche e canti dei nonni leuciani. 

Correva l’anno 2005 quando mi fu regalato dall’autore questo libro. In prima battuta, rimasi colpito dal titolo “Quando San Leucio era la città della Seta”. Mi piacque, ma la domanda mi venne spontanea: perché questo titolo? Forse San Leucio non era più la città della Seta? La risposta fu immediata così come era stata la domanda: il territorio di San Leucio stava perdendo le sue storiche fabbriche; almeno per quello che si leggeva in quel periodo, la produzione delle stoffe pregiate, vanto da sempre di una comunità di operai tessili, si stava spostando in altro loco presagendo un futuro incerto per i tanti che ci lavoravano. Infatti, col senno di poi, quelle fabbriche non hanno mai aperto.

Dal sotto titolo, poi, fui letteralmente rapito: “Il suono delle sirene segnava l’inizio del lavoro e il fumo delle ciminiere del Belvedere si levava alto nel cielo”, che a me sembrava molto poetico e che non lasciava dubbi sul testo che andavo a leggere.

Conoscevo Mario Pignataro, amico di tutta una generazione di operai leuciani e del circondario. Mio padre me ne parlava spesso come una persona di grande rispetto che lottava per i diritti dei lavoratori sempre in prima linea tanto che la vita gli aveva riservato anche l’esperienza del carcere.

Iniziai, dunque, la lettura del libro con molta curiosità e, conoscendo l’autore, non avevo dubbi sulla qualità del lavoro. Felicio Corvese, allora presidente del Centro Studi Francesco Daniele di Caserta, nella presentazione del volume ricama un quadro ben fatto e molto chiaro anche se in prima battuta definisce il libro uno zibaldone-prontuario adatto ad essere consultato e rivolto ad un pubblico di esperti e di tecnici. Detta così, mi sembrò una considerazione non completa o addirittura superficiale. Ma poi riprende scrivendo che il libro è molto di più perché pone un’attenzione forte ed attenta sulle persone, quelle stesse persone che l’autore racconta attraverso frammenti di vita ricostruiti con l’emozione della memoria e lo studio dei documenti d’archivio.

Fondamentalmente, il libro si svolge in tre parti: la prima di natura storica, dai primordi della Real Colonia passando attraverso gli avvenimenti dell’ottocento fino ad arrivare al novecento. La seconda parte riporta l’andamento del settore serico nell’economia locale e, passando attraverso l’attentato delle torri gemelle dell’11 settembre 2001, arriva al periodo in cui gli imprenditori locali decisero di delocalizzare le fabbriche del territorio nell’Agro Aversano, cosa mai avvenuta. La terza parte si occupa del recupero funzionale e conseguente riuso del complesso monumentale del Belvedere.

Finita la lettura del libro, lo riposi nella mia piccola biblioteca soddisfatto per aver incamerato altre perle della nostra storia. Passarono giorni, mesi, anni ma quel libro si affacciava sempre nella mia mente finché in una fredda sera d’inverno del 2012 lo ripresi e lo lessi con una attenzione diversa rispetto alla prima volta, cercai cioè quello che negli anni avevo sempre pensato: quel testo poteva diventare un copione teatrale.

Da tenere presente che dal 2010, avendo due figli che seguivano e seguono tutt’ora con interesse la musica soprattutto quella popolare, ci siamo divertiti a registrare canzoncine, filastrocche e racconti dalla voce della mia mamma scoprendo che San Leucio poteva vantare una riserva di tradizione anche dal punto di vista musicale.

Quindi, unii le due cose, da una parte la storia degli operai tessili attraverso le lotte vissute per raggiungere i traguardi che ci sono stati, dall’altra quelle che io definisco i momenti di convivialità che in ogni famiglia si manifestavano a fine lavoro e nelle giornate di festa.

Poi, nel 2014 ho avuto il piacere di far parte del gruppo di musica popolare “I Populani” che aveva seguito la mia stessa idea raccogliendo canzoni popolari del territorio dell’alto casertano e quindi anche leuciano. E’ stata una bellissima esperienza che mi ha portato a conoscere altre canzoni a me del tutto sconosciute.

A questo punto integrai il mio copione con questi ulteriori brani. Purtroppo però non è mai andato in scena, speriamo nel futuro.

Questo copione (come tante altre mie cose) è poi rimasto fermo nel cassetto della mia scrivania fino a che la Proloco di San Leucio, nella persona del presidente Domenico Villano, della ideatrice di questa kermesse artistico-culturale Marta Campanile e del direttore artistico Ferdinando Ghidelli, ha chiesto all’Associazione Corteo Storico un intervento a chiusura degli appuntamenti di fine settimana di questo mese di giugno.

Ho, quindi, ripreso il copione estraendo da esso una parte dei racconti, delle poesie e delle canzoni lasciando quasi inalterata la parte testuale appartenente alla storia degli artieri leuciani e insieme a mio figlio lo abbiamo trasformato in un lavoro adatto ad essere proiettato a video. Per l’opera, ci siamo avvalsi della disponibilità di tanti amici che hanno sposato in pieno l’idea e si sono esibiti con professionalità nella lettura dei brani e nella esecuzione musicale delle canzoni. A loro va il mio più sentito ringraziamento.

La serata avrà inizio alle ore 20:00 a San Leucio nel palazzo Bologna sito in via degli Antichi Platani, 1. Prima della proiezione del video che avverrà intorno alle ore 21:00, ci sarà una presentazione del lavoro che vedrà protagonisti nell’ordine:

Anna Ommeniello
Tesoriere e Public Relations Associazione Corteo

Donato Scialla
Presidente Associazione Corteo e autore del video

Giancarlo Pignataro
Architetto e Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti

Augusto Ferraiuolo
Antropologo Culturale e Visiting Professor alla Boston University

Durante la serata ci saranno anche gli interventi degli attori Pierluigi Tortora che reciterà due poesie dello stesso Mario Pignataro, “La notte dell’Assunta” e “Il sole a scacchi sul Belvedere” e Michele Riviello che reciterà “Stu fatto ‘e San Leucio pure bello era” tratto da Fabula plurima racconti casertani di Augusto Ferraiuolo e Enzo Toscano.

Nella mia qualità di presidente dell’Associazione Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio desidero ringraziare l’A.P.S. Proloco Real Sito di San Leucio, tutte le persone che hanno voluto questo nostro intervento e tutti quelli che si sono prodigati per la riuscita della manifestazione ARS ET VITA.