Asl ed Ospedale di Caserta, un cittadino denuncia le difficoltà per prenotare un esame diagnostico

SANCARLO50-700
SANCARLO50-700
previous arrow
next arrow

Ci giunge in redazione una missiva di un nostro lettore che ci segnala gravi inefficienze dell’Ospedale e dell’Asl di Caserta, in particolare le difficoltà con le quali si scontra un cittadino qualsiasi per prenotare una prestazione medica nelle strutture pubbliche del capoluogo.

L’autore della lettera aperta si firma “Masaniello” e ci prega di pubblicare quanto da lui scritto nella speranza di sensibilizzare gli addetti ai lavori affinché qualcosa possa cambiare. Di seguito pubblichiamo l’intero testo, specificando che si tratta di opinioni del lettore e non di questa redazione:

glp-auto-336x280
lisandro

“Volevo far presente un increscioso inconveniente che mi è capitato per la prenotazione di un esame diagnostico. Questo, a quanto pare non è capitato solo a me, ma a chiunque abbia avuto il bisogno di prenotare un qualsiasi tipo di esame diagnostico in convenzione.

Telefono al CUP dell’Ospedale di Caserta per la prenotazione e già è una fortuna che mi rispondono. Comunque mi dicono che la prima data utile per effettuare l’esame richiesto è non prima di tre mesi. Per me è tardi in quanto lo devo portare allo specialista presso cui devo andare per appuntamento entro un mese. Allora loro mi rispondono che devo telefonare all’ASL la quale mi indirizzerà presso qualche struttura che possa fare l’esame prima.

Alle 10:00 del mattino successivo chiamo allo 0823 210545 e finalmente risponde una voce gentile che mi dice: “Asl Caserta. Benvenuto! Siete al momento il chiamante n. 5 in attesa di parlare con un operatore. Grazie per la pazienza.” E così ogni 10 secondi circa con il numero del chiamante che diminuiva sempre finché non è arrivato al primo della lista con la voce che lo confermava ogni 10 secondi fino a quando arriva un nuovo messaggio: “Per problemi di intenso traffico il suo tempo di attesa è maggiore di 5 minuti. La preghiamo di contattarci più tardi”. E la telefonata si interrompe. E allora in maniera indefessa faccio altri 10 tentativi, ma la litania si ripete dopo ogni 5 minuti di durata della telefonata.

Testardamente la mattina successiva faccio la stessa cosa, ma nulla cambia. Allora ci ho rinunciato. Ho chiamato direttamente il CUP dell’ospedale di Marcianise, che quanto meno ho trovato più coerente: non ti dà l’illusione di farti arrivare al primo della lista e poi prenderti per i fondelli dicendo che essendo passato il tempo di attesa di 5 minuti, no, la telefonata cade automaticamente senza risposta dopo meno di un secondo.

Tutto questo è una cosa assurda ed è inaccettabile che debba capitare in un paese civile. Il malato, soprattutto se è anziano, continua ad essere trattato da PARCO BUOI subendo tutte queste forme di violenza.

Un’altra forma di violenza a cui si assiste con molta frequenza in strutture pubbliche, ma anche in quelle private talvolta è l’appuntamento che viene dato per una visita od un esame. Allo stesso orario si ritrovano 20-30 pazienti che a volte sono costretti ad aspettare anche 3 ore per avere una visita. E questo non è né bello, né giusto, né umano specialmente verso persone anziane sofferenti. Il medico sa benissimo quanto tempo ci vuole statisticamente per un visita o esame e quindi che bisogno c’è di far venire un paziente 3 o più ore prima.

Certo qualche imprevisto è sempre possibile: qualche visita o esame può richiedere più tempo e quindi una tolleranza di mezz’ora è del tutto ragionevole. Talvolta anche di un’ora, ma non di più, è una pessima abitudine che è dura a morire”.