Aspettando il Festival SLAM, la testimonianza di Marc Alexandre Oho Bambe

Caserta – Il giorno 13 dicembre 2018 gli alunni  della V sezione E del Liceo classico della Comunicazione ”Pietro Giannone” di Caserta, il cui piano di studi prevede, nello specifico, l’apprendimento della lingua francese, hanno  partecipato ad un convegno di promozione della cultura francese , presso l’Istituto  Grenoble di Napoli.

Il console  Laurent Burin des Roziers, ospite il prossimo lunedì  dello stesso liceo Giannone, dopo aver accolto gli studenti, ha espresso la soddisfazione per gli ottimi risultati del precedente Festival SLAM: “Sono sicuro che questa rassegna possa rappresentare uno spazio importante per la creatività emergente, una spinta alla valorizzazione dei giovani talenti…” Sono state queste le parole conclusive dell’intervento del console prima di lasciare la scena ad uno dei poeti più influenti del panorama culturale francese, Marc Alexandre Oho Bambe, poeta nativo del Camerun che , a soli undici anni, scopre il mondo della poesia e la possibilità di esprimersi attraverso i versi.  Vincitore del premio Paul Verlaine del 2015, “il capitaine Alexandre“, come è solito farsi chiamare, celebra nei testi delle sue poesie  i valori più profondi dell’ essere umano, esemplificativa  la sua raccolta di poesie “Résidents de la République“.

L’artista ama mettere a disposizione dei giovani la sua esperienza per insegnare  ad utilizzare le parole in modo creativo, per far sì che anche i momenti più comuni della vita quotidiana possano diventare fonte di ispirazione poetica. Estremamente coinvolgente è stato il momento in cui, utilizzando le dieci parole scelte dal Ministero della cultura francese per il Festival Slam di quest’anno, ha composto all’impronta una poesia la cui semplicità e bellezza ha rapito e commosso l’uditorio.

La lezione, dinamica e interessante, si è aperta con la domanda “À quoi sert la poésie?” letteralmente “a che serve la poesia?” per poi toccare  tematiche varie fino ad introdurre il tema del Festival Slam di quest’anno “dis-moi, dix mots sous  toutes les formes” “dimmi dieci parole in tutte le forme”.

Interessante,  dinamico e spontaneo, è stato lo scambio di opinioni che ha permesso ai giovani studenti di apprendere  tecniche di produzione poetica  in un modo del tutto inedito. “Le capitaine Alexandre  ci ha incitati a coltivare la speranza, i sogni, le passioni, ci ha resi più consapevoli del valore delle nostre idee…” questo il commento di una studentessa al termine di una mattinata indimenticabile.