Assegno unico per il figlio a carico: novità e modalità del provvedimento in vigore dal 1 luglio

Assegno unico per il figlio a carico: novità e modalità del provvedimento in vigore dal 1 luglio

Annunciato già dal governo Conte, prende forma in questi giorni l’assegno unico per il figlio a carico, un provvedimento che fa parte del Family Act e la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1 luglio.

Si tratta di un beneficio di 250 euro per ogni figlio a carico fiscalmente, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, maggiorato dal terzo figlio fino ai 21 anni, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili.

La quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base.

La ministra della Famiglia Elena Bonetti ha annunciato che ci sarà anche una norma transitoria che consentirà alle famiglie con detrazioni fiscali per figli oltre i 21 anni di non perdere il beneficio.

Nel dettaglio, l’assegno mensile potrà andare da un minimo di 80 euro a un massimo di 250. Si potrà godere dello stesso per ogni figlio a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età, a patto che il figlio sia convivente, disoccupato o studente.

L’assegno sarà composto da una parte fissa e da una variabile. La parte variabile sarà ovviamente al reddito del nucleo familiare.

L’assegno unico per il figlio potrà essere richiesto dai lavoratori dipendenti, da quelli autonomi o incapienti.

Tutto dipenderà dall’ISEE: se questo indicatore oltrepasserà i 52mila euro l’assegno si ridurrà a 67 euro al mese quando si tratterà di figli minori, e a 40 euro mensili se si tratterà di figli maggiorenni fino ai 21 anni.

La misura prevede un credito d’imposta a favore delle famiglie, sia quelle delle partite Iva sia quelle degli incapienti.

Allo stato attuale lo svantaggio più grande sembrerebbe ricadere sulle famiglie che possono vantare redditi e patrimoni elevati e quelle delle coppie di fatto.

Finora infatti bastava presentare il reddito del familiare richiedente. Adesso bisognerà invece presentare l’ISEE di entrambi i genitori.

Una novità che sotto certi versi appare tesa ad eliminare certe iniquità tra nuclei familiari regolari e di fatto.

E in questi giorni si attende di sapere se sarà o meno una circolare Inps a specificare nei particolari le modalità per presentare domanda.