Astor Piazzolla Quintet a Caserta: il fuego argentino che coinvolge tutti

Astor Piazzolla Quintet

Ieri sera, al Teatro “Città di Pace” di Puccianiello di Caserta, l’ultimo evento del Comunalia ha coinvolto e trascinato in scroscianti applausi la platea del teatro, rapita dal quintetto argentino intitolato al grande Astor Piazzolla.

La moglie del compositore argentino, Laura Escalada Piazzolla ha fortemente voluto la nascita della fondazione nel 1995 che da venti anni gira il mondo portando nei più famosi teatri la musica del “nuovo tango” creata dal genio del bandoneòn.

Polistrumentista, Astor Piazzolla ha dedicato la vita alla musica, nuova per il suo tempo, di un tango libero da schemi tradizionali, nuovissima nella ritmica e negli effetti sonori, al servizio di un sincopato incalzante e “scenografico” quasi, attribuendo al bandoneòn un ruolo dominante e secondario al tempo stesso, inserito in una formazione strumentale –base quale quella dei cinque elementi, la prediletta dal musicista argentino.

Proprio oggi la signora Piazzolla sarà insignita a Trani di un premio, la cittadinanza onoraria della città in cui il marito suonò tanti anni fa, nel 1987 e sarà eseguito un concerto in suo onore nella famosa cattedrale.

Oltre alla sinfonia e piccoli ensemble, il quintetto è stato per Piazzolla il destinatario privilegiato delle sue composizioni:  bandoneòn, basso, violino, contrabbasso e pianoforte, come ieri sera, con gli artisti del l’Astor Piazzolla Quintet che hanno eseguito un concerto ricco di atmosfere e forti contrasti.

Eccezionale performance di tutti i musicisti, brani noti e meno noti in arrangiamenti moderni e coinvolgenti, cantabilità e virtuosismo alleati e rivali al tempo stesso, in un vortice di temi e rielaborazione di essi in successione tra i vari strumenti che hanno dialogato tra loro, esprimendosi ora da solisti, ora in ensemble.

Lo stile argentino viene superato dalla modernità delle armonie sia negli accordi che nelle sperimentazioni sonore (uso dell’archetto, il pizzicato, il remolo, il vibrato, il glissato), ma l’anima che contraddistingue i cinque musicisti è piena di fuoco, di “pathos”.

Un’energia inesauribile ha attraversato i corpi e le anime di tutti i presenti, più di un “bis” richiesto, con il “Libertango” e “La muerte del angel” sapientemente ri-arrangiati.

Complimenti all’organizzazione ed alla scelta musicale, sicuramente nuova per la nostra città.

Il bandoneón

“Il bandoneón (chiamato anche bandonion) è un tipo di fisarmonica inventato dal musicista tedesco Heinrich Band (1821-1860). Può essere diatonica o cromatica. Il bandoneón è uno strumento fondamentale nelle orchestre di tango.”

“Nacque originariamente come strumento per la musica sacra, per accompagnare i canti durante le processioni, (o per sostituire l’organo nelle piccole ed inaccessibili chiese di montagna); in contrasto con il suo parente più prossimo, la Concertina (Konzertina), strumento considerato più popolare. Gli emigranti tedeschi portarono questo strumento con loro, all’inizio del XX secolo, in Argentina, e qui rapidamente incontrò grande successo, e fu presto inserito nel contesto della musica locale.”

“Come la concertina, il bandoneón si suona tenendolo compostamente fra le mani, comprimendone ed espandendone il mantice e premendone con le dita i tasti.”

“Il bandoneón porta su entrambi i lati dei bottoni: ne ha 38 per il registro acuto e 33 per il grave. Ogni tasto emette un suono, e per comporre un accordo è necessario premere più tasti contemporaneamente.”