Augusto Zarrillo incanta il pubblico del Teatro Don Bosco di Caserta con il suo secondo album “Oro”

Augusto Zarrillo incanta il pubblico del Teatro Don Bosco di Caserta con il suo secondo album Oro
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Sabato sera il giovane cantautore Augusto Zarrillo, al Teatro Don Bosco di Caserta, accompagnato da Omar Noviello alla seconda chitarra, Gianmarco Orabona al basso e Cristian Esposito alla batteria, ha presentato i brani del suo secondo album “Oro”. Lo spettacolo è nato da una brillante idea di Augusto e dell’etichetta discografica di cui il giovane cantautore è direttore artistico, la AZ SOUND&VISUAL, il cui responsabile è l’ing. Pasquale Zarrillo.

Il giovane artista, con la sua chitarra elettrica e la sua voce, ha catalizzato l’attenzione del numeroso pubblico presente in sala curioso di assistere ad un concerto dall’anima giovanile ed il carattere rock dei vari brani proposti.

Sia i testi che le musiche del giovane cantautore godono di armonie e linee melodiche originali, con intro intimisti e riflessivi e sviluppi musicali in crescendo ritmico, oppure assoli di più battute ed ampliamenti strumentali di strofa e ritornello affidati alla voce. Il bassista e la seconda chitarra hanno dialogato benissimo con lo strumento solista, mentre la batteria ha esaltato ritmicamente i testi e gli arrangiamenti.

L’estro di Augusto si manifesta fin dalle scuole elementari quando, avendo ascoltato tanta musica fin dai primi anni di vita, sviluppa un notevole talento artistico. E’ allora che inizia ad appuntare i primi “scarabocchi”, così ama definirli. Alcuni di questi scarabocchi diventeranno nel tempo, con mirati aggiornamenti, delle vere e proprie composizioni musicali. Il primo scarabocchio che si concretizzerà in un particolarissimo brano grunge depositato alla Siae nel 2017, e inserito nel primo album, uscito in digitale nel 2021, dal titolo “About a choice”, è “Angel 93”, un potente brano dedicato ad una persona che non c’è più, forse mai conosciuta.

Tuttavia, l’autentico cameo della serata è stato il brano “Nu carizzo”, per il cui testo Augusto si cimenta, per la prima volta, con un notevole risultato artistico, nella lingua napoletana, consultandosi, dopo la scrittura, come solo gli artisti veri sanno fare, con un luminare della nostra terra, il poeta casertano Salvatore Esposito.

Le parole di questa canzone fotografano perfettamente la sfiducia presente in ognuno e in ogni cosa, e scava nel profondo dell’animo umano. Rappresentando il profondo disagio, molto diffuso in questo particolare periodo storico che stiamo vivendo. Si tratta del primo brano che Augusto scrive in lingua napoletana. Una sfida avvincente, una struggente melodia che richiama la perenne vena malinconica della nostra terra.

Augusto Zarrillo, che recentemente ha conseguito la Laurea Magistrale FLCM in Electric Guitar presso l’University of West London, ha già pubblicato due album, nei quali emergono caratteristiche poliritmiche, riferimenti a famosi registi, riflessioni sul senso della vita, ricordi legati a perdite affettive, ma non solo: l’entusiasmo e la grinta della sua giovane età portano lontano, verso il raggiungimento dei propri sogni e delle proprie speranze. Non arrendersi mai e credere sempre in se stessi sono i richiami creativi cui Zarrillo si ispira in molte canzoni: andare avanti, sempre e comunque in un mondo che, alla fine, ci riserva anche delle belle sorprese.

Inverno“, “Quarta Dimensione“, “Angel ’93“, “Ali dipinte“, “‘Nu carizzo‘”, “tempofrattospazio”, fanno intuire già dal titolo i sentimenti profondi che pervadono le strofe ed i giri armonici di Augusto.

Oltre alla tecnica strumentale, il cantautore si esprime con una buona duttilità vocale, toni gravi ed acuti ben tenuti e prolungati: gioco musicale che gli permette di associare i crescendi della chitarra con quelli cantati. In molti brani, infatti, si nota come da un primo momento riflessivo ed intimista si passa ad un’esuberanza fatta proprio di corde vibrate, in puro stile rock, cui si associano benissimo anche gli altri musicisti della band, insieme agli effetti sonori propri del genere. I finali e le intro sono particolari: spesso prendono molte battute e vanno a sfumare prima del vero tessuto musicale.

L’evento è stato arricchito anche dall’esibizione della giovane ballerina Cloe Greta Lettieri, che ha danzato sulle note di “Angel ’93“, e dallo stesso Salvatore Esposito, che ha declamato alcune sue poesie tratte dalla raccolta “Viento d’autunno” e “Abbraccianno ‘o munno“, ultimo lavoro di traduzione di noti autori stranieri tra cui B. Brecht.

La serata è stata condotta magistralmente dalla giornalista Teresa Lanna che, con la sua professionalità, ha saputo descrivere con poche ed appropriate parole, i brani musicali che sono stati proposti.