Auto e moto, tutto quello che si può fare con la Campania in zona rossa

La Campania continua ad essere in zona rossa e lo sarà almeno fino a Pasqua, mentre per le settimane successive non c’è ancora alcuna certezza. Tra i tanti divieti, cosa è possibile fare durante questo periodo con le auto e con le moto nel rispetto delle restrizioni?

Da premettere che la Regione Campania non ha diramato ordinanze riguardanti in qualche modo il mondo dell’auto e della moto, per cui i cittadini campani devono attenersi semplicemente a quanto previsto dall’ultimo Dpcm del 2 marzo 2021.

Trasportare passeggeri

Nessun problema se il conducente ed i passeggeri di un’automobile sono familiari conviventi: in tal caso si possono occupare tutti i posti disponibili e si può stare nell’abitacolo senza l’obbligo di indossare la mascherina.

In automobile è possibile trasportare persone non conviventi ma in tal caso si devono rispettare le stesse misure di precauzione previste per taxi e noleggio con conducente:

innanzitutto, ogni occupante della vettura deve tenere indossata la mascherina. Soltanto il guidatore può sedere davanti mentre sui sedili posteriori possono essere occupati al massimo due posti, lasciando libero quello centrale, in modo da mantenere il distanziamento tra i passeggeri. Ciò vale anche per la terza fila di sedili, laddove presente.

In sella ad una moto oppure ad uno scooter, invece, si può portare come passeggero soltanto un convivente, altrimenti non sarebbe possibile rispettare il distanziamento sociale.

Autoriparatori

Tutte le officine degli autoriparatori possono rimanere aperte perché recarsi in uno di questi esercizi è considerata, giustamente, una necessità. Via libera, dunque a meccanici, carrozzieri, elettrauti, gommisti ed anche ai negozi di ricambi ed accessori.

Andrebbe scelta l’officina più vicina, meglio se nel proprio comune di residenza, ma la norma è piena di lacune per cui in realtà è possibile scegliere il meccanico che si preferisce. Dunque è di fatto possibile uscire dal comune di residenza per raggiungere il meccanico di fiducia ma è sempre meglio non esagerare, in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine sarebbe difficile giustificare uno spostamento di molti chilometri per un tagliando.

Revisione

Anche effettuare la revisione periodica è ammesso anche se non si tratta di un’operazione della massima urgenza. Il Governo, infatti, ha nuovamente procrastinato le scadenze: i veicoli che avrebbero dovuto essere revisionati tra il 1 e il 31 di marzo hanno ricevuto una proroga sino al 31 gennaio 2022.

Attività sportiva

Bisognerà ancora aspettare per le passeggiate domenicali in moto ma l’attività sportiva ed agonistica è permessa. I piloti iscritti ai campionati degli sport motoristici sono equiparati agli atleti degli altri sport.

Concessionarie e rivenditori

Recarsi nelle concessionarie di vendita è sempre consentito: per acquistare un’auto oppure una moto nuova, per consegnare un veicolo da rottamare, per fare un test drive, ottenere un preventivo ed anche solo per ricevere informazioni circa il modello che si ha intenzione di acquistare.

Naturalmente è possibile anche rivolgersi alle officine annesse alle concessionarie per ricevere assistenza, esattamente come per gli autoriparatori di altro genere.

In ogni caso è opportuno fissare un appuntamento telefonicamente prima di andare in concessionaria per avere la certezza di essere ricevuti evitando il rischio di assembramenti. Molte concessionarie, inoltre, rilasciano un modulo che conferma per iscritto l’appuntamento. Tale modulo si aggiunge all’autocertificazione e comunque non è obbligatorio.

Autolavaggio

Questo è il tema più dibattuto e spinoso. Gli autolavaggi di ogni tipo possono rimanere aperti, compresi quelli a gettoni, quelli fai-da-te e quelli annessi ai distributori di carburante. Sono infatti considerati tra quelle attività “necessarie a garantire un servizio di assistenza a chi deve spostarsi per lavoro o altre necessità” e identificati dal Codice ATECO 45.20.91.

Alcuni gestori, tuttavia, potrebbero decidere autonomamente di tenere chiusi gli impianti dato il ridotto flusso di clientela. In tal caso si tratterebbe di una scelta imprenditoriale dettata dal libero mercato.

Non c’è dubbio che possano usufruire degli autolavaggi tutti gli automobilisti che usano l’auto per motivi di lavoro quali, ad esempio, i tassisti, gli autisti NCC, gli operatori sanitari, gli operatori di pompe funebri, gli agenti di commercio.

Il dubbio nasce per tutte le altre categorie di automobilisti in quanto vale sempre la regola generale per cui non ci si può spostare se non per “comprovati motivi di lavoro, salute o necessità”. Inoltre gli autolavaggi non sono esplicitamente citati nelle Faq del Governo tra gli esercizi ai quali è permesso accedere alla stregua dei negozi di alimentari e delle officine meccaniche.

Dunque uscire di casa appositamente per lavare la macchina o la moto, ad esempio per coloro che lavorano in smart working, potrebbe non essere considerata una necessita primaria e potrebbero, di conseguenza, scattare le multe. Il Dpcm circa questo punto lascia aperte diverse interpretazioni.

Sulla questione è intervenuta Federlavaggi, con un comunicato diffuso martedì 16 marzo, per fare chiarezza spiegando perché ed a quali condizioni è sempre consentito recarsi all’autolavaggio, indipendentemente dalla Regione in cui ci si trova.

L’associazione di categoria puntualizza che l’attività degli autolavaggi è equiparata dal legislatore a quelle delle concessionarie e degli autoriparatori in quanto questi ultimi sono “essenziali per garantire l’incolumità, la sicurezza e l’igienizzazione dei veicoli con cui le persone si spostano per comprovate esigenze lavorative, di salute o di necessità”.

Naturalmente anche gli autolavaggi, così come tutti gli altri esercizi commerciali, devono farsi carico di garantire la sicurezza di operatori e clienti, la sanificazione degli ambienti, il distanziamento sociale nelle stazioni di lavaggio.

Dal canto loro i clienti devono scegliere l’autolavaggio più vicino alla propria residenza oppure compreso nel tragitto delle comprovate esigenze riportate nell’autodichiarazione, ad esempio il tragitto casa – lavoro.

Potrebbe sembrare una questione inconsistente ma, come si è visto, la norma si presta a diverse interpretazioni anche da parte deli agenti delle Forze dell’Ordine al momento di un eventuale controllo. Per essere sicuri di non incappare in multe è consigliabile non uscire di casa appositamente per servirsi di un autolavaggio, e non riportare ciò come motivazione scritta nell’autocertificazione, ma fermarsi a lavare la macchina o la moto lungo il tragitto quando si esce per gli altri motivi ammessi, quali ad esempio fare la spesa oppure andare a lavorare.