Autunno, tempo di Mela Annurca. Storia e qualità della “Regina delle mele”

Autunno, tempo di Mela Annurca. Storia e qualità della

Autunno, tempo di mela annurca, la varietà pregiata di mela presente in Campania da almeno due mila anni e  considerata la “Regina delle mele”.

Piccola, di colore rosso brillante, leggermente asimmetrica e con un picciolo corto, la mela annurca è senza dubbio la più riconoscibile tra le sue numerosissime sorelle.

Tutelata con il marchio Igp dell’Unione Europea, da circa 15 anni è commercializzata come Melannurca Campana Igp.

Ma la storia della Melannurca campana ha origini molto lontane nel tempo.

Alla coltivazione di questo straordinario prodotto sono legati elementi della civiltà contadina campana con tradizioni e spaccati della vita quotidiana che risalgono addirittura all’età romana. Il luogo di origine di questa peculiare mela sarebbe l’agro puteolano, come si desume dal “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio; proprio per la provenienza da Pozzuoli, sede degli Inferi, Plinio la chiama “Mala Orcula” in quanto prodotta intorno all’Orco (gli Inferi).

Da qui il nome orcola che diventerà anorcola e annorcola fino a giungere al 1876 quando il nome “Annurca” compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura.

Uno degli elementi di tipicità che caratterizzano la mela Annurca campana è l’arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”.

Essi sono costituiti da appezzamenti di terreno, sistemati in modo da evitare ristagni idrici, di larghezza non superiore a m. 1,50 su cui sono stesi strati di materiale soffice, un tempo si utilizzava la canapa, oggi sostituita da trucioli di legna o altro materiale vegetale.

Per la protezione dell’eccessivo irragiamento solare i melai sono protetti da coperture di varia natura. Durante la permanenza nei melai, i frutti sono disposti in file esponendo alla luce la parte meno arrossata e vengono periodicamente rigirati.

Questa pratica volta a completare la maturazione dei frutti, adottando metodi tradizionali e procedure effettuate a mano, esalta le caratteristiche qualitative della “Melannurca Campana IGP” conferendogli quel valore che nessuna altra mela può vantare.

La produzione di Melannurca campana Igp supera le 60mila tonnellate annue per un valore complessivo di 40 milioni di euro.

I luoghi di produzione si estendono in una vastissima area della Campania con particolari caratteristiche pedoclimatiche.

La Melannurca rappresenta, da sola, il 5% della produzione nazionale di mele ma, considerando le sue incredibili proprietà, non stupisce che sia tanto richiesta.

La mela annurca viene coltivata in tutte le province campane, ma le aree tradizionalmente vocate dove si concentra la maggior parte della produzione sono:

il napoletano: area Giuglianese-Flegrea
il casertano: area Maddalonese, Aversana e Alto Casertano
il beneventano: Valle Caudina-Telesina e il Taburno
il salernitano: Irno e Picentini

Buona ma anche estremamente salutare: le proprietà della Melannurca sono ben note da prima dell’ottenimento del marchio Igp.

Questo speciale frutto contiene infatti vitamine B1, B2, PP e C, tantissimi minerali, tra cui potassioferro, fosforo e manganese e ha proprietà benefiche per l’organismo in misura significatimente superiore a qualunque altra cultivar di mela esistente.

Ecco le principali:

  • regola le funzioni intestinali
  • è poco zuccherina e quindi adatta per i diabetici
  • è diuretica
  • è indicata per le diete come nessun’altra mela
  • dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche (studio dell’Università di Napoli Federico II)
  • aiuta a combattere le malattie gastriche
  • contrasta l’azione dei radicali liberi
  • combatte il colesterolo cattivo

Queste proprietà, secondo la scienza, sono dovute proprio dallo speciale processo produttivo che subiscono i frutti.

Dovendo completare la sua maturazione non sulla pianta (come tutte le altre mele) ma adagiata sulla paglia esposta al sole, resistendo agli attacchi di parassiti e funghi, la Melannurca sviluppa infatti maggiori quantità di molecole di difesa.

La ricerca più recente sulla Melannurca è del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II.

Questo recente studio ha dimostrato come, il consumo quotidiano di due mele annurche per 8 settimane (l’indagine è stata fatta su 250 persone sane con lieve ipercolesterolemia), sia in grado di determinare una significativa riduzione media dei livelli di colesterolo totale TC (-8,3%) e del colesterolo LDL (-14,6%), ma soprattutto un incremento del cosiddetto “colesterolo buono” HDL del +15,2% (si consideri che ad oggi nessun rimedio farmaceutico o naturale si è rivelato efficace nell’incrementare in modo significativo i livelli del “colesterolo buono” HDL).

I risultati dello studio hanno inoltre dimostrato che la Melannurca, oltre agli interessanti valori nutrizionali, possiede anche altre proprietà salutistiche tali da farne un alimento funzionale, in grado di contribuire ad un’ottimale capacità di prevenzione del rischio cardiovascolare.

Lo studio sulla melannurca campana nella prevenzione contro l’iper-colesteromia non è l’unica interessante scoperta della scienza.

Recenti indagini hanno infatti dimostrato che l’estratto di questa straordinaria mela è utile anche per combattere l’alopecia androgenetica.

Da qui la recente produzione di integratori alimentari per combattere la caduta dei capelli.

Una proprietà dovuta, secondo gli studiosi all’abbondante presenza nella mela annurca di procianidina B2, sostanza capace di stimolare la ricrescita e il trofismo dei capelli.

Ecco spiegata la fama di molti prodotti da farmacia come l‘integratore con mela annurca, l’integratore mela annurca per colesterolo o le pasticche mela annurca.

La caratteristica della mela annurca è quella di avere un peduncolo molto piccolo e fragile a tal punto che, quando la mela giunge a maturazione, cade a terra per l’eccessivo peso pur essendo di piccole dimensioni.

Ecco spiegato il perché i frutti vengono colti ancora acerbi e poi fatti maturare al sole fino ad assumere la caratteristica colorazione che siamo abituati a vedere sui banchi del supermercato.

melannurcaCome accennato, la mela annurca si distingue dalla generalità delle altre mele per il particolarissimo trattamento post-raccolta che la caratterizza, definito “arrossamento”: le mele, colte ancora acerbe, vengono poste a maturare per circa 15 giorni su dei letti di paglia, i cosiddetti melai; per garantirne una colorazione uniforme, le mele vengono girate a mano almeno due o tre volte esponendo al sole le zone più verdi del frutto e favorendone il tipico colore rosso brillante. In questo processo di colorazione con l’esposizione al sole, il frutto acquisisce gusto ed aromi tipici che lo rendono pregiato ed unico.

La raccolta della mela annurca avviene nella stagione annuale e il prodotto è disponibile fino all’estate.

Gli unici mesi in cui non è possibile trovare questa varietà è quindi nei mesi di settembre e ottobre.