Aversa, al via il piano di riorganizzazione sull’utilizzo dei beni confiscati alla camorra

Mercoledì 6 ottobre si è tenuta la prima riunione del gruppo di lavoro di co-progettazione per l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Promuovere con ogni strumento a disposizione, il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie per riportare al “bene comune” le ricchezze acquisite in maniera illegale è una priorità dell’ agenda politica del comune di Aversa, nella consapevolezza che i beni confiscati costituiscono testimonianze culturali di etica pubblica.

“Ringrazio tutte le associazioni che hanno aderito – ha commentato il sindaco Alfonso Golia –  la co-programmazione e la co-progettazione oggi è una forma ordinaria di definizione delle destinazioni d’uso dei beni confiscati presenti sul territorio comunale.

Anche per questo insieme alla cittadinanza attiva, che ringrazio per il supporto dato all’Amministrazione nella definizione dell’approccio metodologico e degli strumenti procedurali da adottare nelle prossime settimane, finalmente arriveranno al vaglio del Consiglio Comunale due importanti regolamenti, uno per l’istituzione del laboratorio di comunità e uno sull’utilizzo dei beni comuni”.

“Alla storica assenza di programmazione e progettualità sui beni confiscati comunali, abbiamo scelto di metterci in cammino con tutto il terzo settore con l’obiettivo di definire un programma di promozione dell’uso sociale dei beni confiscati.

Abbiamo iniziato da via de Chirico grazie alla progettazione costruita con il gruppo di lavoro istituito nel luglio 2020.

Oggi Sono stati affidati i lavori che partiranno lunedì prossimo, finalmente renderemo agibile e fruibile l’appartamento di via de Chirico.

Ospiterà l’ufficio di piano dell’ambito C06”.

“Un altro concreto passo in avanti che si aggiunge all’introduzione dell’uso sociale degli immobili confiscati alle mafie nel piano sociale di zona dell’ambito C06”.