Avvelenamento cani randagi, il 2018 anno da dimenticare. Anche Caserta sul podio

Cani avvelenati a San Pietro Infine. Taglia di 3.000 euro sulla testa dei responsabili
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E’ un’analisi impietosa quella dell’Aidaa nazionale, l’associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente: sono stati 57.852 nel 2018, contro i 23.500 del 2016, i  cani avvelenati con i bocconi nel paese, di questi circa 4.000 di proprietà mentre gli altri sono cani randagi.

I cani di cui si ha la certezza della morte sono stati circa 18.000 di cui oltre 500 padronali, mentre di molti cani randagi non si conosce la sorte finale. La regione in cui si è consumata la tragedia maggiore è la Sicilia dove nel 2018 si sono contati 302 casi di avvelenamenti collettivi con circa 11.000 cani coinvolti di cui molti morti. Seguono da vicino le altre regioni del sud Italia, mentre negli avvelenamenti dei cani padronali le regioni con il peggiore dato sono a sorpresa Veneto ed Emilia Romagna, oltre alle solite Sicilia e Sardegna. Nel corso del 2018 inoltre sono state presentate solo 40 denunce per avvelenamento contro persone specifiche, mentre per i casi degli anni precedenti i condannati a pene detentive sono stati tre.

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Anche la provincia di Caserta purtroppo conquista un triste podio, ricordiamo la strage di randagi dello scorso aprile, ben 7 tutti insieme ad Orta di Atella, e ancor a maggio scorso a Villa di Briano, mentre soli pochi mesi fa a Maddaloni. Si tratta quasi sempre di avvelenamenti collettivi attraverso bocconi di carne, ma non è raro che vengano trovati addirittura bocconi ripieni di vetro o chiodi. Molto spesso dalle pagine social dedicate sono state lanciate grida di allarme relativamente ad alcuni quartieri della città di Caserta, come Parco Cerasola qualche tempo fa, dove volontari hanno ritrovato, per fortuna ancora intatti, bocconi avvelenati lasciati a bella posta ad angoli di strada, alla facile portata di gatti e cani.