Ayrton Senna, per non dimenticare il grande pilota della Formula 1

Ayrton Senna

“Non sono una macchina, non sono imbattibile; semplicemente l’automobilismo fa parte di me, è nel mio sangue. Quattro ruote, un sedile, un volante. E’ questa la mia vita sin dalla più tenera età.”

A soli 34 anni ci lasciò uno dei piloti che hanno segnato la storia della Formula 1: Ayrton Senna morì il 1° maggio 1994. Un lutto improvviso dal quale difficilmente il mondo dell’automobilismo ha saputo riprendersi.

Mai si è sofferta tanto la perdita di un campione, imbattibile in velocità, irremovibile dal volante della sua Williams F1, che l’accompagnò fino alla morte, durante la gara per il Gran Premio di San Marino, insieme al pilota austriaco Roland Ratzenberger, a cui toccò la stessa sorte appena il giorno prima. Dopo l’addio a Senna, la FIA riportò delle immediate modifiche ai tracciati delle piste, ai motori e all’aerodinamica delle macchine, per evitare che si ripetessero incidenti simili.

Nonostante il passare degli anni, il ricordo del Magic pilota brasiliano continua a vivere, come testimoniano pellicole cinematografiche a lui dedicate e l’immane statua, commissionata dal comune di Imola, che si erige proprio nel punto in cui si verificò il mortale incidente.  Le doti umane di questo indimenticabile campione sono state celebrate anche attraverso brani musicali come quelli dei rapper Soprano, Enigma e Nesli.

La  canzone, vero e proprio inno all’indimenticabile Senna, rimane però “Ayrton”,  titolo del brano cantato da Lucio Dalla in cui interpreta mirabilmente “l’ultimo giro della sua ultima gara sul circuito della vita.” Il mito del grande campione, capace di trasformare l’automobilismo da sport individuale in una competizione entusiasmante, è rimasto inalterato nel tempo e ancora oggi continua a consolidarsi.

Tuttavia, è Paolo Montevecchi l’autore delle parole, della musica e degli arrangiamenti della canzone “Ayrton”, interpretata nel 1996 anche da Lucio Dalla nell’CD “Canzoni”, come brano di apertura, da lui pubblicata esattamente più di due anni dopo il primo deposito ufficiale S.I.A.E. del 13 maggio 1994 (come dimostra il video che segue).

In una terra di sognatori, ho deciso che toccava, forse, a me e ho capito che Dio mi aveva dato il potere di far tornare indietro il mondo, rimbalzando nella curva insieme a me… E ho capito che era tutto finito, ho capito che un vincitore vale quanto un vinto, ho capito che la gente amava me”, e così sarà per tutti noi, instancabili sognatori della Formula 1.