Baby Gang, anche in provincia di Caserta sta diventando un fenomeno incontrollabile

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Baby gang: un gioco di parole ma che nasconde brutalità ! Baby significa innocentemente piccolo, bambino e gang, una parola inglese, derivante dal verbo gangan spostarsi, che se dapprima indicava un gruppo di lavoratori itinerante per lavoro (il lemma, secondo un processo metonimico, è passato dal fare riferimento agli attrezzi utilizzati ai lavoratori), nel corso del tempo ha subito una valenza peggiorativa col finire ad indicare gruppi di individui che si uniscono per fare del male.

Quindi, in breve, ragazzini che si uniscono per compiere atti illeciti. Termine che spesso viene inserito come sottoinsieme di un fenomeno allarmante come il bullismo, sebbene a volte sembra differenziarsi: eppure potremmo dire che esse sono il braccio del bullismo.

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Cosa sono e come si muovono

Le baby gang per le forze dell’ordine e la giurisprudenza attuano azioni legati alla microcriminalità (parola che fa riferimento a crimini minori come furti, risse ed atti vandalici….!!! Atti che comunque terrorizzano altro che criminalità di second’ordine !). Sono formate da giovani: se in passato erano indicati come ragazzi provenienti da famiglie disagiate, della periferia e che spesso non andavano neanche a scuola (aumentando quel micidiale problema della dispersione scolastica, che esaurisce presidi e docenti) oggi non è più così. Gli ultimi fatti di cronaca, infatti, hanno dimostrato che spesso si tratta di rampolli di famiglie per bene, borghesi, con genitori che sudano sette camice per realizzare tutti i loro desideri (chiamiamoli pure capricci!). Stupore….lo immagino ma il gruppo ti identifica, ti fa sentire forte e ti protegge: senza voler far riferimento a gang particolarmente pericolose di ragazzi stranieri nel nord Italia, che, purtroppo si stanno diffondendo anche nelle nostre zone, ormai è certo che c’è la volontà di formare piccoli gruppi e farne parte per iniziare, salendo una scala immaginaria, a prendere prima in giro il più debole fino alla rapina, perché commettere qualcosa di illegale e avere molti soldi in tasca ti fa sentire un eroe dinanzi alle ragazze.

La procedura è sempre la stessa: si prende di mira un coetaneo, un adulto, un anziano, una coppia. La si prende in giro o si inscena un finto contatto o un insulto fasullo e si buttano le mani. Fossero solo quelle….perchè all’improvviso escono tirapugni, mazze da baseball, coltellini ed allora è la fine. Non sono d’accordo con chi dice che il fenomeno è esageratamente amplificato dai notiziari, in quanto non si analizza mai la paura negli occhi delle vittime o il sentirsi come un topo in trappola o addirittura l’incapacità di difendere la propria ragazza.

Dove si muovono

Piazze, strade, luoghi della movida. Ad Aversa, a metà marzo, colpito un anziano, baby gang giovanissima (10-13 anni) mentre agli inizi di dicembre dell’anno scorso furono aggrediti i volontari della Caritas. A Caserta, in piazza Matteotti, baby gang con membri di 15 anni, a gennaio dell’anno scorso, hanno picchiato violentemente un coetaneo. A Maddaloni, baby gang vandalizza e aggredisce il capotreno a febbraio dell’anno scorso. Ad Orta di Atella, addirittura, un ragazzo è stato citofonato a casa e quando è sceso lo hanno aggredito, per un presunto sgarro ad altri coetanei, episodio accaduto a dicembre dell’anno scorso. Agli inizi di marzo a Casal di Principe una baby gang ha rubato diverse biciclette. A Marcianise, una donna disabile è stata aggredita da una baby gang a febbraio dell’anno scorso. L’ultimo fatto di cronaca è avvenuto domenica a S. Maria C. V., sebbene già in passato la città è stata oggetto di questa violenza. Questi alcuni ma l’elenco potrebbe continuare, sebbene molti episodi non vengono ‘pubblicizzati’ quando accadono.

Come intervenire

Intervenire è difficile ma non impossibile. Se un genitore si accorge che qualcosa di strano è cambiato nelle abitudini dell’adolescente, come l’iniziare ad uscire in orari insoliti e tornare a casa in orari ancora più insoliti, se risponde con violenza, delicatamente, a piccoli passi, deve intervenire. Come? Parlando, cercando di sapere quante più cose del proprio figlio/figlia, osservandolo ed agendo quanto più presto possibile. Anche, perché quando è troppo tardi, si aprono le porte (le celle !) del carcere minorile ed allora la vita diventa davvero un inferno, sebbene proprio le baby gang abbiano fatto provare l’inferno proprio alle loro vittime.

Studi, convegni e seminari

Tantissimi gli studi e gli articoli che si sono interessati del fenomeno, tra cui il libro di Antonio Murzio, Educati alla violenza. Storie di bullismo e baby gang, dell’anno scorso;

Io, adolescente difficile. Baby-killer, gang, bande giovanili, branco di M. Rosaria Alfieri ed Antonella Esposito, del 2009, che analizza molti drammatici episodi di cronaca che vede come protagonisti i giovani.

Teppisti per noia? La nuova violenza delle baby gang. Analisi, valutazione, interventi educativi di Eugenio Fizzotti del 2003, che parte da una serie di interrogativi cui propone risposte, perché dalle baby gang si può uscire.

Baby Gang, di Salvatore Piscittelli, del 2014, che racconta le vicende di un bimbo di 8 anni e da cui è stato tratto un film.

Consiglierei vivamente Baby Gang come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti, istituzioni, libro scritto a più mani da Mandese, De Risio e Salvanelli. Che analizza sotto diversi aspetti, culturali, sociali, sociologici, etici il fenomeno.

Diversi convegni si sono svolti a Napoli, Task Force Contro la violenza, bullismo, baby gang e nuove devianze minorili, a S. Antonio Abate, il 9 marzo, organizzato dall’Associazione Akira e dall’Associazione Forum Lex Professionisti in Rete.

A S. Maria C. V., il Formed organizzò l’anno scorso, il 19 marzo, il seminario di studi Fenomeno Baby Gang: leggi casi e soluzioni, fortemente voluto dalla coordinatrice Vittoria Ponzetta e dall’avvocato e docente universitario Mario Covelli.

Il 16 febbraio 2018, la preside Vairo, attentissima come altri presidi a queste problematiche, organizzò un convengo nella sua scuola, il Manzoni di Caserta, Violenza e minori, in cui hanno parlato diversi rappresentati istituzionali.

Il preside Caiazzo, a Gricignano, nel suo istituto Santagata, ha organizzato il convegno Dal bullismo/cyberbullismo alle baby gang, in cui diversi esperti hanno analizzato il fenomeno.