Bagno di Maria Carolina al Belvedere di San Leucio, S.O.S. ai privati. La direttrice Cioffi: “Aiutateci a salvarlo”

Bagno di Maria Carolina al Belvedere di San Leucio, S.O.S. ai privati. La direttrice Cioffi:

Aiutateci a salvare il Bagno di Maria Carolina al Belvedere di San Leucio. E’ questo l’appello lanciato dalla direttrice del complesso monumentale Ezia Pamela Cioffi – in una intervista esclusiva rilasciata a Il Mattino a firma di Nadia Verdile – a quanti amano la bellezza e l’espressione artistica di un sito unico nel suo genere.

“Mi rivolgo a tutti i mecenati che abbiano a cuore la sopravvivenza di un gioiello che rischiamo di perdere per sempre – spiega la direttrice Cioffi – E lo strumento c’è, si chiama Art Bonus:  consente erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, con importanti benefici fiscali sotto forma di credito d’imposta per i donatori. Occorre fare presto affinchè gli affreschi dell’Hackert non cedano irrimediabilmente”.

Un gioiello nel cuore del Belvedere di San Leucio, il Bagno della regina Maria Carolina fu realizzato nel 1792 in una sala di circa 50 metri quadrati accentrata da una vasca ovale di sette metri realizzata con marmo grigio di Mondragone.

Una raffinatissima decorazione parietaria, dodici danzatrici ispirate agli affreschi rinvenuti ad Ercolano, fu curata dall’artista Jacob Philipp Hackert a partire dal 1792 su incarico del re.

E fu lo stesso artista a sconsigliarne l’esecuzione con la tecnica pittorica dell’encausto (colori mescolati alla cera attraverso il calore), inadatta ad un luogo umido per sua natura e funzione. Il primo intervento, infatti, si rese necessario già 20 anni dopo l’esecuzione, e fu curato dal pittore Carlo Patturelli.

bagno Maria CarolinaE di interventi al bagno di Maria Carolina ne sono stati fatti tanti ancora, più o meno con la stessa cadenza. L’ultimo risale al 2008 e fu curato da Carlo Bugli, uno dei più grandi restauratori italiani.

Intanto entro la prossima estate la Soprintendenza di Caserta aggiudicherà la gara da 50mila euro per un intervento mirato a salvare almeno quel poco che resta degli affreschi dell’Hackert.

Già nella scheda Art Bonus, predisposta nel 2016 dal Comune di Caserta, si stimava una cifra da raccogliere di almeno un milione e duecentomila euro per il completo risanamento del bagno di Maria Carolina.

Una cifra ingente che, oggi più che mai, invita ad una cordata tra pubblico e privato che  affianchi le strategie di finanziamento individuate dall’Amministrazione comunale e dalla Soprintendenza di Caserta.