Bare accatastate, vestiti ed erba alta: il degrado trasforma il cimitero di Aversa in una fabbrica della morte

il degrado trasforma il cimitero di Aversa in una fabbrica della morte
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sancarlo
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Non ci sono parole per descrivere le condizioni del cimitero di Aversa dove l’odore della morte resta permeante laddove, a poca distanza da ingresso e servizi igienici, è pieno il cassone installato dalla Tekra e dove sono stati accumulate bare di legno, cassette di metallo che contenevano i resti mortali oltre a lapidi, lumini e vetri distrutti.

Sulle bare aperte i resti di panni e stracci ancora umidi e da cui arriva un acre odore che contribuisce a generare l’impressione di uno squallore unico per un luogo che dovrebbe essere sacro.

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La situazione non migliora addentrandosi nell’area cimiteriale: tra le cappelle e sui muri perimetrali sono accumulati depositi di terra e di macerie mentre risulta ancora provvisoria e precaria l’illuminazione interna con cavi sospesi e pali di legno pericolanti per reggerli.

Le manutenzioni restano una chimera, rimessa alla buona volontà dei dirigenti o del commissario prefettizio. Le tombe dei bimbi nati morti e dei bambini scomparsi in tenera età, infine, sono praticamente inaccessibili a causa dell’erba alta e croci, lapidi e peluche deposti da familiari affranti, sono a stento visibili.

“Tutto questo – sostiene Eugenia D’Angelo, candidato sindaco del movimento il Basilisco – è indecoroso in un paese civile, dove la cura e il rispetto dei defunti dovrebbe essere una priorità. Invece, come nel resto della città, anche al cimitero a regnare sono la trascuratezza e il degrado che lo trasforma in una fabbrica della morte. Il mio impegno e quello del Basilisco è quello di riportare il decoro ad Aversa restituendo anche serenità ai nostri morti e alle loro famiglie che hanno il diritto di accedere ad un cimitero pulito e ordinato” conclude D’Angelo.