Beni Comuni a Caserta, è guerra per le villette comunali. La protesta dei residenti del Rione Tescione

Rione Tescione abbandonato a sé stesso. Da qualche tempo questa è la dichiarazione esasperata dei residenti del quartiere. Come al solito i social fanno da cassa di risonanza ma la questione non è da prendere sotto gamba considerando che stiamo parlando di uno dei quartieri più popolosi della città.

Negli ultimi anni le associazioni che si occupano della riqualificazione dei beni comuni sono riuscite ad ottenere risultati davvero incoraggianti già in altre zone di Caserta, com’è ormai noto, dedicandosi in particolare alla rivalutazione delle villette attraverso la gestione condivisa con i cittadini. Sono noti i casi delle villette di Parco degli Aranci, Via Arno, e Violetta Giaquinto, ormai storico esempio di successo della gestione condivisa.

Quando dunque sulla pagina facebook del gruppo di cittadinanza attiva Ciochevedoincittà sono state pubblicate le foto della villetta del Rione Tescione ridotta ad una vera discarica, l’indignazione è scattata.

“Non è una discarica – scrive Giuseppe Silvestri, autore del post – ma è quello che è diventata la villetta del rione intitolata a Padre Pio, luogo che dovrebbe essere dedicato ai bambini, ormai invece preda del degrado, sversatoio di potature, cacatoio per i cani, e probabilmente piazza di spaccio! Completamente fuori controllo”.

Le accuse sono molto forti e certamente non illazioni vista la realtà dei fatti. Molto spesso infatti le villette abbandonate diventano piazze di spaccio perché luoghi non controllati, senza illuminazione, e ovviamente evitati dai cittadini comuni.

La pubblicazione ha prodotto immediate risposte di solidarietà e soprattutto  testimonianze degli altri residenti che attestano quanto la situazione sia diventata insostenibile. Tra le altre cose qualcuno lamenta anche le deiezioni canine non raccolte che rendono l’area decisamente impraticabile.

Insomma le basi ci sono tutte per attivare un comitato di quartiere, un consorzio di cittadini che si prendano cura del bene e possano colloquiare con l’amministrazione. Come suggerisce Luciana Silvestri:

“Ho 2 cani e a volte anche io li porto lì, basta togliere la cacca se eventualmente ne fanno. Detto questo credo che il vero problema non sono gli animani perché loro non portano materiali rotti da discarica, loro non rompono sedie e panchine ne’ giochi.

Aggiungo che ci sono altri posti e altre villette per liberare e far correre i nostri pelosi e quindi potremmo portarli altrove e ( visto che le istituzioni non se ne fregano proprio) formare un comitato che si occupi della villetta di Padre Pio come sta succedendo in tutta Caserta.

Adottiamo la villetta e facciamolo diventare un bel posto dove si può sostare e portare i bimbi”.

Potrebbe ancora una volta essere un lavoro per Caserta Città Viva, Comitato Beni Comuni. La rete di associazioni coinvolte in questa operazione di adozione degli spazi territoriali per restituirli alla comunità ha finora avuto splendidi esiti con il doppio risultato di riqualificare un posto dato per spacciato, è proprio il caso di dire, e di responsabilizzare le comunità all’interno dei quartieri, rendendole protagoniste del cambiamento.