Bimbi maltrattati a scuola dalle suore, emergono altri dettagli sul caso

San Marcellino  – Hanno rischiato seriamente l’arresto ma alla fine il Gip della Procura di Napoli Nord ha deciso che, nonostante i gravi indizi a loro carico, basterà sospendere le quattro suore coinvolte dall’insegnamento per 12 mesi, impedendo loro di frequentare i bambini. Poche ore dopo la diffusione della notizia, emergono però altri dettagli sul delicato caso (che ha già fatto il giro d’Italia) dei maltrattamenti ai bimbi alunni dell’istituto per l’infanzia “Santa Teresa del Bambino Gesù” di San Marcellino, gestito proprio dalle religiose.

Sarebbero almeno quattro i piccoli, tutti di età compresa tra i tre e i cinque anni, maltrattati. Quattro anche le suore ritenute responsabili dopo l’indagine svolta dai carabinieri e coordinata dalla Procura: tre di loro sono accusate di aver picchiato i piccoli alunni mentre la madre superiora, pur non avendo partecipato ai maltrattamenti, non avrebbe fatto ciò che era necessario per impedirli e per evitare che continuassero. In un caso, come emerge dall’inchiesta, avrebbe tentato di comprare con una somma di denaro il silenzio di una madre  per fare in modo che questa non denunciasse gli episodi di maltrattamento.

Nell’asilo, frequentato in totale da 19 alunni, si verificavano atti gravi, venuti alla luce solo grazie alle indagini: tra i maltrattamenti subiti dai piccoli botte al capo e tirate di capelli. Spesso i bimbi, una volta tornati a casa, cambiavano spesso umore o presentavano dei lividi, ma quando i genitori chiedevano alle suore cosa fosse accaduto queste li rassicuravano raccontando che i bimbi avevano litigato tra di loro oppure erano caduti. Con il passare dei mesi la situazione però non è migliorata e, stando a quanto riporta il quotidiano Il Mattino, le suore arrivavano persino a rinchiudere in una stanza buia gli alunni che “si comportavano male” o che si rifiutavano di mangiare. Così, dopo un confronto tra i genitori, è scattata la denuncia ai carabinieri, che hanno installato delle telecamere all’interno della struttura: grazie alle riprese, i sospetti quindi sono divenuti fatti conclamati e l’indagine è andata avanti fino al completamento del quadro indiziario a carico delle quattro religiose.